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Tolstoy e i personaggi giocanti

All’inizio del suo famosissimo Anna Karenina, Tolstoy, ebbe a dire una frase profonda sulla natura umana che mi fece pensare molto allora, quando lo lessi, e che mi fa riflettere tutt’oggi. La frase era più o meno questa:

Le famiglie felici si somigliano tutte, ogni famiglia infelice, invece, lo è a suo modo

In realtà, non siamo qui per disquisire sulla natura umana, siamo qui per parlare di giochi di ruolo. In qualche modo però, Tolstoy, con questa frase, ha riassunto i miei sentimenti a proposito dei PG nei GdR: “i personaggi potenti si somigliano tutti, viceversa, ogni personaggio problematico lo è a modo suo”.
Pertanto, così come Tolstoy nei suoi romanzi preferisce parlare della seconda categoria, anche a me piace creare e interpretare personaggi problematici. E per “problematici” non intendo che abbiano bassi punteggi di forza o intelligenza, ma piuttosto che siano un po’ “particolari” dal punto di vista psicologico, o filosofico, o che siano caratterizzati da forti dilemmi interiori. Diciamo che li trovo più gustosi :)

2 thoughts on “Tolstoy e i personaggi giocanti

  1. Beh… io penso che qualsiasi giocatore con un minimo di passione per il GdR ami questi personaggi… solo i PP hanno quella passione smodata per il supereroe da coprire qualsiasi altra cosa…

    Chi sa interpretare e ne va fiero invece ama mettersi alla prova con personaggi che sono particolari… come hai detto non necessariamente penalizzati nelle statistiche, ma dal punto di vista caratteriale… un utopista non è necessariamente uno stupido, ma probabilmente è un personaggio che ha molta difficoltà a relazionarsi con la realtà delle cose….

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