You are here
Home > Varie ed eventuali > News da fantasy e dintorni 16/03/2009

News da fantasy e dintorni 16/03/2009

Creatori di Mondi – Fuori dalla porta… Villaggi e Città

I nostri giocatori hanno cominciato nella sessione precedente il loro viaggio: sono arrivati alla locanda del villaggio e come prima cosa hanno depositato qualche oggetto ingombrante (i cavalli, per esempio) e ordinato le camere per passare la notte.
Ora però hanno esaurito tutto quello che potevano fare nella locanda (perché nel frattempo il DM ha ormai fatto uccidere l’ubriacone impiccione che ha spifferato ai giocatori il primo indizio dell’avventura, perché il personaggio mezz’orco – o militare spaccone, o alieno insofferente, a seconda dell’ambientazione ed epoca – ha già causato due risse e il mago specializzato in magie pirotecniche ha rischiato di bruciare il locale…) e i giocatori decidono di mettere un piede fuori dalla porta per visitare il folcloristico villaggio o la ridente cittadina dove hanno preso alloggio e che, se il DM lo ha previsto, diventerà il luogo della prima grande quest dell’avventura.
Bene… apriamo la porta e mettiamo un piede… . . .
… nella cacca.

Ebbene sì… la prima cosa che andrebbe descritta è come si presenta la strada. In realtà questo sarebbe già dovuto accadere prima, ma abbiamo dato per scontato che l’avventura iniziasse già dentro alla locanda…
La strada è il primo elemento di una città (d’ora in poi uso villaggio solo quando parlo di elementi specifici legati ad esso) perché è quello che esce anche dai suoi confini, un filo che collega solitamente tutti i luoghi di una certa rilevanza nel nostro mondo. Tralasciamo la strada che si perde nelle verdi campagne o nel deserto alle porte della città, perché ne parleremo per le regioni… le strade cittadine sono quelle che ricadono direttamente sotto l’amministrazione del governo locale e anche per questo contribuiscono al prestigio della città. Senza contare che la strada colpisce non solo la vista, ma anche gli altri sensi… come mezzo di collegamento preferenziale tra due luoghi, la strada ospita molte persone, che si possono urtare e cadere (tatto), così come per la strada si diffondono odori e rumori più vari, che all’interno di uno specifico edificio troviamo spesso singolarmente.
Una strada lastricata, asciutta, pulita è sinonimo di ricchezza, cura, capacità tenologiche di un certo livello. Non dobbiamo dimenticarci infatti, che la nostra storia ha visto periodi più o meno bui da questo punto di vista, con le grandi repubbliche (le poleis greche e la repubblica di Roma, poi impero) che hanno creato per le strade delle loro città non solo un sofisticato manto (che per l’epoca romana poteva vantare anche tre o quattro strati di materiale studiato per dare durevolezza e “comfort”), ma anche un complesso sistema fognario…
Un villaggio con scarse risorse, è più plausibile che risponda alle norme dell’igiente pubblica medievale, dove gli scarichi, se andava bene, finivano nella pozza più vicina, ma più spesso direttamente in strada, costringendo chi poteva permetterselo a coprirsi il viso con fazzoletti imbevuti in forti essenze profumate. Ancor più se invece del lastricato si hanno semplici strade in terra battuta (o nemmeno quella), che con le piogge diventano piscine di fango…
Ovviamente questo ragionamento deve declinarsi nelle varie epoche… in epoca recente e/o futura solo paesi sottosviluppati o culture aliene di tipo primitivo possono essere caratterizzate da strade di questo tipo, perché per lo sviluppo tecnologico o culturale finiscono inevitabilmente per migliorare la vita di coloro che possono permetterselo.
Assicurandoci quindi di non aver pestato niente di cui potremmo pentirci, come letame o topi morti, possiamo alzare lo sguardo e notare se la città ha un qualche sistema di illuminazione, decorazioni e così via. In questo caso molto dipende dalla caratterizzazione del popolo e dall’epoca di ambientazione: illuminazione pubblica, arti decorative, spazi verdi o piante in vaso e così via sono “conquiste” di civiltà che non è detto vengano valutate allo stesso modo da tutti… popoli a carattere prevalentemente notturno, che vedono benissimo al buio, non hanno necessità di illuminazione, così come popoli che venerano la tecnologia sopra ogni cosa preferiranno avere la città disseminata di congegni meccanici di dubbia utilità, piuttosto che “inutili” alberi…
Per un villaggio di orchi una testa putrefatta impalata ha un significato “artistico” molto più apprezzabile di una statua di donna in marmo bianco senza braccia…
Una città sede di una famosa scuola di magia o retta da una magocrazia probabilmente avrà illuminazioni e decorazioni di carattere fortemente magico, fluttuanti o simili…

continua a leggere su fantasy e dintorni >>

Lascia un commento

Immagine CAPTCHA

*

Top