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News da Fantasy e Dintorni 14/12/2008

Visto che, come ormai ben sapete, il week end non scrivo mai nulla, ho deciso che da ora in poi il sabato o la domenica vi segnalo gli articoli più interessanti tratti dal blog gemellato . Buona lettura :)

Pensieri sui pensieri degli scrittori della Wizards of the Coast:

commenti sulle anteprime (in inglese) alla 4ed, con i “dietro alle quinte” della creazione del nuovo regolamento. Tanto per cambiare a pagamento….

Ho avuto l’occasione di leggere le anteprime (in vendita pure quelle) nelle quali gli scrittori dei nuovi manuali parlavano del processo creativo che si trova dietro alle scelte realizzate.

Forse non vi sorprenderà, ma mi sono trovato spesso in disaccordo con le loro esternazioni. Non per partito preso, ma perchè a volte sono del tutto deliranti…
Per esempio prendiamo gli Angeli, ma in generale tutte le creature buone: l’idea di partenza era che i giocatori (presupponendo ovviamente che si giochi sempre un gruppo di personaggi buoni) avrebbero voluto combattere contro i celestiali, ma che le regole della 3ed non lo permettevano (semplicemente perché per allineamento erano buoni).

La soluzione era, ovviamente, eliminare l’allineamento buono dai celestiali (ecco il perché della scomparsa degli Aasimar) e creare gli Angeli come servitori delle divinità e quindi di allineamento indefinito.

Se sono perfettamente d’accordo sul fatto che gli Dei avessero bisogno di servitori personali, mi è già molto più difficile accettare che le creature buone debbano essere “ridotte all’osso” perché i giocatori non possono combatterci contro.

Questa è pura follia… i Celestiali ovviamente non sono l’unica razza che è stata esclusa dai manuali, pensiamo ai Draghi Metallici e così via… anche sul fatto che i mostri di orientamento generalmente buono possano essere cattivi non ho alcuna obiezione da fare, ma parlare di allineamenti e poi cercare disperatamente di elminarli nel gioco non è un segno di evidente schizofrenia?

Io con un Angelo buono posso far interagire i miei personaggi e se cercano di convincerlo devo sapere quali sono le sue statistiche perché i tiri vadano a buon fine, no? Se il mio gruppo è malvagio è molto più gratificante fargli combattere una creatura dichiaratamente buona che una ambigua (almeno la identificano subito come un nemico).

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Recensione approfondita della Guida del Giocatore ai Forgotten Realms:

da non confondersi con la Guida ai Forgotten Realms, dedicata, a quanto pare, al DM, ma in ogni caso ugualmente carente di informazioni.

http://www.evanderiel.medusaworks.de/?page_id=77

Eccoci qui alla “seconda parte” della Guida ai Forgotten Realms, che si concentra in modo specifico alla creazione del personaggio.

Questa, per chi ha letto la mia precedente recensione, era già consigliata all’interno dell’altro manuale, poiché racchiude tutte quelle informazioni che mancavano a proposito delle razze, i talenti di razza, i talenti regionali e così via.

Tanto per cominciare vorrei ribadire che non ha alcun senso fare due manuali separati da dover comprare per poter giocare… se uno compra la Guida ai Forgotten Realms, deve poter giocare usando solo quella. Tanto valeva fare un manuale più grosso, farlo pagare un po’ di più e risparmiare pure sulle spese editoriali.

Anche la vecchia edizione aveva prodotto una Guida del Giocatore ai FR, ma nel manuale base erano in ogni caso presenti tutte le informazioni per poter giocare le razze base dell’ambientazione (ovvero modificatori di statistica, talenti, lingue, ecc…): la guida in quel caso era quello che viene comunemente chiamato “accessorio”

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Nuovo racconto fantasy – La Compagnia:

racconto scritto per il concorso “Un esordiente per Sanctuary“, una raccolta urban-fantasy in pubblicazione presso Asengard edizioni. Purtroppo non ho vinto, ma poiché la sconfitta spesso insegna molto di più di una vittoria, i commenti sono i benvenuti.

http://www.evanderiel.medusaworks.de/?page_id=79

L’autobus era sovraffollato e Damian si sentiva a disagio. Da quando era salito sentiva gli occhi della gente su di lui e, anche se sapeva che probabilmente era solo una sua paranoia, non si sentiva tranquillo.

Di certo il fatto che fosse così lontano dal mondo che conosceva non lo aiutava. Era la prima volta che usciva dai quartieri alti del centro di Sanctuary – uno dei tanti dell’immensa città – dove era nato e cresciuto, e per quanto non fosse davvero solo non riusciva a togliersi di dosso quel senso di insicurezza che lo aveva accompagnato dalla porta di casa.

– Damian…
– Non ora. – sussurrò il ragazzo tra i denti, sorridendo ad una signora che si era voltata a guardarlo.

Finalmente la porta si aprì e lui si precipitò all’esterno, respirando profondamente. Gli altri lo seguirono e lo circondarono, protettivi come al solito. Era strano che questo non gli facesse lo stesso effetto che essere attorniato dalla gente comune. Sull’autobus quasi non riusciva a respirare, non per l’effettiva mancanza d’aria, quanto piuttosto il fatto di non conoscere nessuno e la paura di essere esposto al loro giudizio.

La strada in quel quartiere era deserta. La prima periferia della città non era così degradata come poteva sembrare dagli scintillanti palazzi del centro, ma essendo prevalentemente residenziale durante il giorno si svuotava quasi completamente.

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