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Come creare avventure One Shot

Sei un master esperto. Sei il creatore di decine di avventure. Hai deciso che è giunto il momento di preparare un’avventura one-shot. Dovrebbe essere facile. La tua abilità nel partorire storie dovrebbe permetterti di crearne una autoconclusiva senza problemi, giusto? Beh, dalla mia esperienza questo è vero e falso al contempo. Chiaramente è vero che le tue competenze e la tua esperienza ti forniscono gran parte dei requisiti necessari. Ma è anche falso, perchè ci sono alcune nozioni che non necessariamente hai appreso durante la tua carriera da DM e che potrebbero esserti utili nella scrittura di un’avventura oneshot indimenticabile.

Come nella maggior parte delle cose che facciamo, devi porre l’attenzione su chi ti sta davanti, i tuoi giocatori. Per chi è questa avventura? Sono giocatori esperti o alle prime armi? Stai preparando una storia per una convention o per un filler?
Modella l’avventura sulle tue esigenze di one-shot, ma ritagliala sui giocatori che ti troverai di fronte.

Le domande fondamentali che dovresti porti a proposito degli “utenti” che ti troverai davanti sono:

  • Hanno mai giocato ad un qualsiasi gioco di ruolo prima d’ora?
  • Hanno mai giocato a questo gioco in particolare?
  • Hanno mai giocato a questo genere / in questa ambientazione?
  • Ti aspetti di vedere di nuovo questi giocatori in futuro?
  • Pensi che potrebbero voler evolvere una one-shot in qualcosa di più articolato e complesso?
  • Stai preparando un filler?
  • Devi testare qualche regola? Sia essa una regola già esistente modificata o una totalmente nuova da inserire.
  • Hai tu mai masterizzato a questo gioco prima?
  • Hai tu mai masterizzato questo genere / questa ambientazione prima d’ora?

Le risposte che darai a queste domande ti aiuteranno a determinare quali di questi consigli seguire e quali scartare.

Personaggi pre-costruiti

In generale ti conviene preparare alcuni personaggi pregenerati da far giocare al gruppo che ti si presenterà davanti a prescindere dal grado di esperienza. Questo presenta numerosi vantaggi. Per la maggior parte dei nuovi giocatori è conveniente non dover creare un PG da zero. Probabilmente vorranno crearselo da soli, sta a te spiegare loro che questa è un’avventura auto conclusiva e, se mai si trovassero a giocare di nuovo allo stesso gioco con la stessa ambientazione, memori di questa esperienza, potranno compiere scelte autonome e più consapevoli. Anche per un giocatore esperto un personaggio precostruito potrebbe essere una cattiva opzione. Intanto perchè “esperto” non significa “onnisciente”: potrebbe non aver mai giocato il genere di gioco che gli stai proponendo, o magari il genere sì ma l’ambientazione no. In questo caso vale lo stesso discorso fatto per i giocatori meno smaliziati. Inoltre, per tutti vale l’idea che il tempo passato a creare i personaggi deve essere proporzionale al tempo che quei personaggi verranno giocati. In un classico esempio di convention in cui le demo durano circa un’ora, non è efficiente passare venti minuti a creare i personaggi.
Come game master, i personaggi pregenerati che crei dovrebbero essere archetipi generici inerenti in qualche modo al genere del gioco. A meno che la tua avventura non richieda altrimenti, non dovresti creare personaggi troppo particolari, intricati, difficili da capire o da interpretare. Infine, se il sistema di regole prevede le abilità, le abilità che scegli per i PG precostruiti dovrebbero riflettere in qualche modo la tipologia di avventura che andranno a vivere. Tu sai cosa presenterai a quei PG: non dare “disattivare trappole” al ladro se sai per certo che nell’avventura one-shot che hai preparato non ci sarà nemmeno una trappola.

Dritti all’avventura

A meno che non sia incentrata su qualche tipo di mistero, omicidio, giallo, ecc, la storia non dovrebbe essere difficile da seguire e da capire. Ricordi? Questa è un’avventura one-shot. Potresti avere dei ben definiti limiti di tempo, quindi assicurati che non ci siano troppi indizi fuorvianti. I giocatori dovrebbero essere messi in condizione di andare dritti all’obiettivo dell’avventura: se è troppo complicata non riusciranno a portarla a termine, saranno frustrati e, di conseguenza, anche tu. Se la tua avventura one-shot è basata su un mistero, per favore, fai in modo che ci siano molteplici modi di risolverlo, o, comunque, molteplici modi di ottenere gli stessi indizi. Non vuoi che i giocatori rimangano bloccati perchè non riescono a trovare un indizio cruciale, vero?
Lo so, è un po’ didascalico ed old fashion ma permetterà loro di divertirsi mentre tu fai altro (provi le regole, provi un sistema nuovo, mostri le potenzialità del tuo gioco, ecc).

Fai emergere le peculiarità

Se un personaggio ha una qualche peculiarità, fai in modo che essa emerga. L’esempio classico è rappresentato da un’abilità speciale; se un personaggio ha una determinata abilità speciale presentagli, se plausibile, una situazione in cui tale abilità sia determinante. Più che nelle avventure “normali” ogni personaggio necessita di risaltare sugli altri per qualche istante. A meno che questa one-shot che hai in preparazione non sia pensata per le persone che compongono il tuo gruppo solito, i giocatori che ti troverai davanti vorranno che i rispettivi personaggi siano in qualche modo “speciali”. Questo non vuol dire che dovrai preparare una situazione specifica per rendere rilevante tutte le peculiarità di tutti i personaggi; prendine una per ogni personaggio e pensa una situazione ad hoc.

Riepilogo delle regole principali

In molti giochi da tavolo si trovano già fatte, per i giochi di ruolo invece potrebbe essere necessario che li faccio tu. Hai capito che mi sto riferendo ad uno “schermo del narratore” / “specchietto delle tabelle di gioco” – o come vuoi chiamarlo – miniaturizzato. Un foglio di carta che riassuma le regole che potrebbero presentarsi più di frequente, come i tiri sulle abilità, i tiri per colpire ecc. Presenta ai tuoi giocatori uno specchietto semplice e chiaro con il/i dado/i che devono tirare, i bonus da sommare ecc. Se hai precostruito i personaggi come ti ho suggerito potresti addirittura pensare di dare ad ogni giocatore uno specchietto personalizzato con i bonus prestampati. Questa è una cosa fondamentale per i giocatori che non hanno mai provato questo sistema di regole prima, ma vedrai che potrebbe tornare comodo anche ai veterani. L’importante è che emerga l’idea generale di come funzionano le regole in questo gioco. Non riempire il riepilogo con ogni singola regola: se il tuo riepilogo è venuto dieci pagine, “ho una brutta notizia da darti…” 😛

Speciali schede del personaggio

Se l’avventura è pensata per una convention potresti voler creare alcune schede del personaggio particolari. Alcuni narratori, alla fine delle one-shot, rivogliono indietro le schede per poterle riciclare al gruppo successivo. Personalmente ritengo che lasciare le schede ai giocatori sia un gesto carino, oltre che un’astuta mossa di marketing. Fornisce loro un souvenir della tua avventura: se hai fatto un buon lavoro, i giocatori ricorderanno con piacere quel momento ogni volta che si imbatteranno in quella scheda. E sulla scheda potrebbe esserci stampato un tuo biglietto da visita, per esempio 😉

In definitiva, la chiave di volta per una buona avventura one-shot sta nel conoscere o nel prevedere con una certa accuratezza chi ti si siederà davanti…buona fortuna :)

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