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Visioni di Nuovi Mondi: la Grotta-Mondo

Oggi inauguriamo una nuova rubrica aperiodica che cercheremo di portare avanti quanto più spesso possibile, visti gli ottimi risultati del primo esperimento: Visioni di Nuovi Mondi!

Per voi lettori, in pratica, si tratta di un gioco. Noi posteremo sulla nostra pagina Facebook o direttamente sul GDR Blog alcune meravigliose immagini tratte dal web e vi chiederemo, tramite i commenti, di raccontarle in qualche modo specifico. Iniziamo oggi con l’immagine che fa da copertina all’articolo, questa:

GDR_Blog_Grotta_mondo

Una fotomanipolazione molto interessante che ritrae un uomo solitario all’interno di una grotta gigantesca, grande quasi come un piccolo continente. Sulla nostra pagina Facebook vi abbiamo chiesto:

Oggi facciamo un bel gioco! Guardate l’immagine e provate a descrivere il luogo. Non importa che il#GDR in questione vi veda nei panni di un Master o di altri giocatori, lo scopo e immaginare il luogo e descriverlo!

Come è stato creato, e da chi, o che cosa? Quanto è grande, perché vi trovate in questo luogo e cosa sperate di trovarci? Sotto con la fantasia! Alla fine, scriveremo un articolo con i migliori spunti!

Oggi pubblichiamo le risposte più interessanti ma la prossima volta la domanda potrebbe essere molto differente e, in realtà, la redazione ha in mente più di una trovata da sperimentare! Buona lettura, dunque, nella speranza che questi giochi stimolino la vostra fantasia da giocatori di ruolo ma possano anche fornirvi spunti interessanti per le vostre sessioni.

Nota: questi commenti sono riproposti così come sono stati scritti dagli autori. Non sono dunque state apportate modifiche o correzioni.

Rosolino Belmonte: Era un immenso traforo.
Scavato o dal tempo, o dagli umani, nessuno lo sapeva, e nessuno se lo chiedeva.
Era lì, e veniva utilizzato da che io ho memoria.
Lungo circa 5 chilometri, a volte umido, a volte buio, a volte tetro, attraversato da fiumi più o meno corposi, questo erano le stagioni a deciderlo.
Privo di strade o di passi, ma solo sentieri creati dal calcare di mille piedi e mille scarpe per chissà quanti anni.
Quando ero piccolo credevo fosse stato creato da un mostro gigante, ma mi dissero che i mostri non esistono.
Gli adulti sono così bravi a smorzare la fantasia dei bambini.
Finché non sono loro, a vedere i mostri… allora cominciano ad esistere.

Fabio Cipressa “…organizzate i turni di guardia, decidendo che Kimuel lo Studioso faccia il primo turno. *rivolto al giocatore* Kimuel, il tuo turno di guardia si svolge piuttosto sereno: il sole tramonta poco a poco, lasciando il posto ad un crepuscolare, limpido cielo. La tua mente torna a tutte le avventure vissute fino a quel momento, a tutte le avversità superate e alla paure vinte. Stai proprio ragionando su questo, quando il mondo… comincia a distorcersi, e a cambiare. Sei calmo, immobile, e solo, in cima ad un dirupo, scrutando il quieto paesaggio sottostante. Ma seguendo la linea dell’orizzonte, ti sale una forte inquietudine: questa linea si estende, sale, sembra una montagna – no, due!, a destra e a sinistra – si estendono e salgono, finchè, alla fine, queste due montagne, si toccano in mezzo al cielo. Ti accorgi… di essere in un enorme antro, illuminato come fosse giorno, ma opprimente. Ed è allora che l’inquietudine diventa orrore, perchè la tua eterna nemica, la claustrofobia, ti opprime, ti schiaccia, e tu sei lì, immobile, impotente, solo.
Solo, che osserva la fine del tunnel, dalla quale arriva una luce candida, cristallina. Ti dovrebbe infondere sicurezza, se solo potessi muoverti”.

Shue Sorrentino Tutto sembrava, roccia, e quel fiume putrido che dall’alto dello sprone, potevo scorgere, mi disgusgustava facendo salire la nausea a me e al resto del gruppo. il capitano della legione di Rovombra, con i suoi occhi fini ed acuti, le sue orecchie lunghe e pronte sempre come quelle di una lince, ci guardò, poi dall’alto della sua esperienza si rivolse a noi. e con tono basso e grave, quasi a ricordare un oboe, disse : – Attenti, questa non è terra , ne quello è un fiume….qui l’aridità non è naturale, e quella luce laggiù non è l’uscita. aprite gli occhi e stringete bastoni , spade e scudi…noi siamo vita all’interno di una vita”. poi prosegui incoccando una freccia sul suo antico arco. ” Maga RADICA bene le tue gambe al suolo, nano…tieni pronta la tua fermezza perché a breve questa grotta sarà colta da un terremoto!”.

Isa Pagliarini La caverna che stavate percorrendo a testa china si allarga di colpo in un vasto tunnel in cui l’intensa corrente d’aria, che vi ha spinto alle spalle fino ad ora, si perde in un delicato refolo che comunque continua lineare nella medesima direzione: est. I confini di questo budello di roccia sono tanto ampi che l’eco si perde contro le pareti che paiono graffiate, scavate da artigli o denti enormi in una forma irregolarmente tubulare il cui fondo, sbarrato da una colata di ghiaccio, lascia comunque entrare abbastanza luce da rendervi tutto ben chiaro. Ci saranno una cinquantina di metri tra una parete e l’altra e, tra voi ed il ghiaccio, ci sono approssimativamente alcune miglia. Sporgendovi fuori dallo stretto camminamento vi trovate su un’ampia terrazza naturale che sporge su uno strapiombo di una ventina di metri, come un dente in una bocca troppo ampia. Sotto di voi, il fiume che avevate incontrato all’ingresso, come vasta cascata, e che non avevate pià potuto seguire nella stretta caverna, qui trova il suo inizio: si è scavato un passaggio nel granito con tutta la forza e la costanza dell’acqua, ma è da qui che viene, è sul fondo di questo mondo sconosciuto che serpeggia, dolce e placido, nascendo dalla colata di ghiaccio che vi attende.
Sul bordo della terrazza, con le gambe che pendono nel vuoto, c’è lui. Di nuovo lui. La guida che vi ha spinto ad intraprendere il viaggio. Credevate di averlo perso nelle paludi della pianura, ma ora, chissà come, è lì. Quel bastardo. E vi da le spalle contemplando la caverna nella sua intera lunghezza.

Cristina Berretti la via si apre lunga e arsa, il rivolo d’acqua che seguite da tempo s’incunea in una valle, poi in un cunicolo ampio, vi chiedete quale misteriosa, immane creatura abbia creato quella che intuite non sia una cosa naturale, le lisce rocce piegano decisamente creando un cunicolo quale non avete mai visto, ampio come la più ampia delle grotte dei dragoni, la luce del giorno si intravede lontano, l’apertura circolare in alto mostra le nubi, lassù. Un’erta salita vi attende ma davanti a voi… una minuscola nera figura emerge dal rosseggiare delle rocce, è forse lui, la guida promessa quando intraprendeste l’eroica cerca o è un altro viaggiatore, amico o nemico?L’aria calda è satura della polvere rossa che vi ricopre leggera sollevata dai vostri passi, l’acqua è laggiù in fondo al cunicolo, beffardamente vicina, irraggiungibile per ora… Seguitate sino a raggiungere la figura ammantata, egli si alza ed inizia in silenzio la discesa verso la valle sottostante, verso l’acqua verso la luce.

thedarkmaster
Attualmente, Luca è articolista presso vari blog, lavora come progettista architettonico e designer ed è fondatore della casa editrice Acchiappasogni. Da quando ne ha memoria, è sempre stato un grandissimo appassionato di Giochi di Ruolo, letteratura fantasy e fantascientifica. Tra le sue opere più note, ricordiamo Destino Oscuro GDR, Musha Shugyo RPG, Darkmoor RPG e tutti i giochi e ambientazioni che ruotano attorno a questi sistemi!
http://www.acchiappasogni.org

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