You are here
Home > Guide > Scrivere un nuovo Gioco di Ruolo gratis – Capitolo 8: Pubblicazione

Scrivere un nuovo Gioco di Ruolo gratis – Capitolo 8: Pubblicazione

Eccoci infine giunti all’ultima parte di questa guida su come scrivere un nuovo GdR gratuitamente, in questo capitolo ci occupiamo di pubblicazione.

Finisci il tuo gioco di ruolo! Lo so che stai perdendo tempo, che ti stai distraendo ma finiscilo! L’atto creativo è divertente e rappresenta una sfida, ma se non arrivi fino alla fine e non lo pubblichi non saprai mai se sarebbe stato divertente anche per qualcun altro.

Pubblica poco, pubblica spesso

In qualità di filantropo, non serve che aspetti di aver finito il tuo GdR per condividerlo con la community a cui fai riferimento. Pubblicando piccoli aggiornamenti fin dall’inizio potrai attingere dall’esperienza di altri filantropi che hanno voglia di condividere con te le proprie conoscenze. Se stai avendo problemi nel completamento del progetto, pubblica tutto quello che hai, sii preparato a ricevere commenti negativi e cerca di trarne qualcosa di costruttivo per superare l’ostacolo. Una volta risolto il problema, pubblica la soluzione sulla community.

Rilascio e copyright

Questo è il momento della pubblicazione vera e propria. Magari pensi che dar via qualcosa gratis sia semplice ma potresti imbatterti in diversi problemi se non ci pensi per tempo. Ad esempio, nell’ottica del tutto gratis (dall’ideazione fino alla pubblicazione), ti consiglio di usare il copyleft della creative commons altrimenti potresti trovare il GdR che tu hai rilasciato gratuitamente, in vendita su qualche shop online, oppure qualche copisteria potrebbe rifiutarsi di stamparlo.

Il rilascio rappresenta una scelta legale e personale che devi compiere dopo esserti informato bene. Molti game designers di GdR Gratis scelgono BY-NC-SA della CC che sta per “Attribution, Non-Commercial, Share-alike” ad ogni modo, su internet trovi tutte le informazioni che ti servono per ritagliare il tipo di licenza più adatto ai tuoi gusti e alle tue necessità.

Per tutelarti, in caso qualcuno copi integralmente il tuo gioco di ruolo, puoi inviare ad un amico o ad un parente un cd, un dvd o una penna usb contenente la tua opera, in un pacco sigillato. In caso di processo, fa fede il timbro postale con la data dell’invio.

Upload e Recensioni

Se hai seguito i miei consigli ed hai uploadato il tuo lavoro costantemente su qualche servizio di cloud computing sei già a buon punto. Se non l’hai ancora fatto, fallo adesso. Altri luoghi in cui è bene che uploadi il tuo gioco sono RPGNow e DriveThru RPG: due portali commerciali che si occupano della vendita di giochi di ruolo in formato elettronico ma che ospitano anche quelli gratuiti. In italia c’è Arima.it.

Per quanto riguarda le recensioni invece, c’è una lista di siti e di persone a cui devi far vedere il tuo gioco di ruolo, in modo da ottenere visibilità:
Me!!! Contattami! Scriverò volentieri una recensione sul tuo gioco di ruolo e, se vorrai, lo metterò scaricabile nell’area “risorse” del GdR Blog.
Altri soggetti sono:

E tanti altri… Ti basta cercare un po’ con google ed il gioco è fatto.

E ora cosa succede? Mah… Tutto e nulla. Sta a te decidere, tanto per cambiare…

  • Potresti aprire un blog per parlare del tuo gioco di ruolo
  • Potresti andare in giro per mostre e fiere dedicate al mondo del GdR per fare demo
  • Potresti inondare i social network
  • Potresti ripartire dal prologo di questa guida e scrivere un nuovo GdR da capo, magari questa volta potresti ambire a fartelo pubblicare da una casa editrice… chissà
  • Infine potresti dirmi se questa guida ti è stata utile :)

7 thoughts on “Scrivere un nuovo Gioco di Ruolo gratis – Capitolo 8: Pubblicazione

  1. Buongiorno.

    Sono Fabio Lupetti e da poco seguo ilsuo blog. L’ho scoperto da pochissimo: cercavo informazioni su come di solito la gente trova beta testers per i prototipi di gioco e tra i risultati della ricerca su google mi fa capolino, per l’appunto un articolo sul suo blog su come pianificare il game building di un gdr. La manna dal cielo, per dir la verità. Mi dispiace solo non averlo cercato 7 anni fa, quando ho iniziato al progetto Seaway.
    Tuttavia, non posso esimermi dal ringraziarla per il lavoro che sta facendo, visto che quello del game editor mi sembra un’occupazione nel mercato piuttosto di nicchia (che io sappia corsi sul mestiere non ne esistono). Le posso assicurare che sta facendo un lavoro egregio che, per quanto riguarda me, è apprezzatissimo, soprattutto perché mi fa pensare che non sono proprio solo.

    Dopo i dovuti ringraziamenti (che per la verità non mi sembrano mai abbastanza) vorrei chiederle un consiglio personale. Innanzitutto parto col dirle che è mia intenzione riguardare quanto ho fatto per il progetto Seaway (il mio GdR) seguendo le linee guida che lei ha dato sul suo blog, ripartendo proprio dal principio, per vedere ciò che manca.

    Il mio problema, tuttavia, è proprio un altro, e non so se studiando quanto lei ha scritto avrei avuto una risposta precisa: quello che io vorrei attraverso Seaway è rendere il più possibile vivibile e godibile l’universo di One Piece. Io amo l’opera di Eiichiro Oda e spesso mi sono trovato ad immaginare me stesso in quel mondo, a vivere quelle avventure, incontrare quei personaggi. La mia mente doveva avere una valvola di sfogo. E dubito fortemente di essere l’unico lettore di One Piece che abbia immaginato almeno una volta nella sua vita di lettore di trovarsi in quelle situazioni. Attraverso Seaway volevo dare la possibilità a chiunque di poter vivere le sue avventure piratesche (o marinaresche) in quel mondo, o perlomeno in un mondo simile. Si, perché è difficile effettivamente pensare ad un mondo dove vivono uomini mezzi pesce in grande quantità, e che abbiano tutti le proprie origini in un’unica, piccola isola nel fondo del mare (appunto l’isola degli uomini pesce). Giustamente l’opera di Oda non è la storia di un mondo, ma di un gruppo di personaggi: per questo non ha prestato attenzione a questi dettagli di ambientazione. Non era sua intenzione creare un mondo coerente per altri possibili “viaggiatori”. Per lui quelli importanti sono la Ciurma di Cappello di Paglia.
    Ho dovuto quindi parzialmente modificare quel mondo, in modo tale da poterlo rendere più vivibile da dei personaggi che seguono un’altra storia rispetto a quello di One Piece. Sostanzialmente ho mantenuto razze (ho inserito tutte quelle del fumetto), geografia generale (maggioranza di isole rispetto a grandi continenti, strati abitati da esseri viventi anche in cielo e sotto il livello del mare) e altri elementi come la questione dei frutti del diavolo e il tipo di tecnologia leggermente steam-punk. Ho reputato necessario per i motivi già spiegati però aumentare il numero di agglomerati abitativo-urbani in cielo e sott’acqua (nel fumetto ne compaiono solo due nel cielo e una sottomarina, e di altre aree abitate specialmente sotto il livello del mare non se ne parla) e aggiungendo alcune variabili sociali diverse rispetto a OP (quattro diverse pseudo-repubbliche/confederazioni nella società dello strato abitato delle terre emerse, cioè quello definito Terreno, con le differenze socio-politiche, etico-culturali e storiche e di tradizione; accettazione della diversità dalle razze differentemente da OP dove c’è forte segregazione delle razze non-umane, anche se con le dovute eccezioni in alcuni territori delle Grandi 4 dette sopra e negli altri due strati, quelli Nuvoloso e Marino; totale globalizzazione economica e politica anche tra i suddetti 3 strati, che sono costantemente in rapporti commerciali ed istituzionali, seppur con modalità diverse; privatizzazione rispetto alle 4 grandi repubbliche della forza di sicurezza navale, che nel fumetto si chiama Marina Militare e nel gioco prende invece il nome di Arma Blu; naturale differenza di ricchezza economica tra i 3 strati, dove quello Nuvoloso è quello dal costo della vita più alto e lussuoso, quello Terreno è una via di mezzo e quello Marino è quello meno ricco dei 3 ecc).

    Dopo tutto questo le chiedo: io, una cosa del genere, potrei farla in un GdR gratuito e poi, eventualmente, pubblicato? Incorrerei in pesanti querele per i diritti d’autore?

  2. Ciao Fabio e benvenuto sul GdR Blog.
    Il tuo progetto, così su due piedi, mi sembra ben curato anche nei dettagli, quindi ti faccio i miei complimenti fin da subito :)

    Venendo alla tua domanda ti dico che il problema del copyright e della proprietà intellettuale è un problema complesso. La domanda che ti pongo è “dopo tutto il lavoro di ricostruzione, adattamento ecc che hai fatto, quanto è necessario che il tuo GdR sia basato ufficialmente su One Piece?”

    In base alla risposta che darai a questa domanda ti si aprono diversi scenari. Se la risposta è “no” puoi pensare di modificare tutti i nomi propri, le mappe ecc e aumentare la parte originale del tuo lavoro ad esempio potresti pensare di eliminare le razze dell’ambientazione che ti piacciono meno ed inserirne di nuove create di tuo pugno. Gli strati devono per forza essere tre? magari potresti crearne un quarto, idem per gli stati e le aree abitate. Alla fine di tutto questo lavoro ti sarà sufficiente citare Eiichiro Oda e One Piece tra i soggetti che maggiormente hanno ispirato il tuo gioco di ruolo.

    Viceversa se la risposta è “sì” ma non vuoi ricavare profitto dal tuo GdR puoi provare a contattare direttamente l’azienda detentrice dei diritti d’autore per l’Italia. Dipende molto da che tipo di accordi commerciali hanno stretto con l’azienda omologa giapponese e con l’autore stesso ma, di solito, se qualcuno crea e distribuisce gratuitamente qualcosa legato ai loro prodotti dovrebbe fargli solo piacere.

    Terza opzione, che mi sembra non sia il tuo caso, ovvero la risposta è ancora “sì” ma vuoi anche guadagnarci qualcosa, beh allora puoi immaginarti già da solo qual’è l’iter da seguire…

  3. Ti ringrazio per la solerte risposta.

    Ti dirò che l’idea di un quarto strato (che avevo pensato potesse essere quello sotto la crosta terrestre, che risente della maggiore vicinanza al centro del pianeta, e che ha visto nascervi una razza originale rispetto a One Piece) era un’idea che mi aveva piuttosto stuzzicato ma che non avevo inserito tra i miei abbozzi di ambientazione. Coltiverò questa possibilità.
    La questione geo-sociale del mondo Seaway comunque direi che è la questione diciamo meno preoccupante.

    Il problema principale sta nell’utilizzo del resto: mi basterebbe cambiare, per esempio, la denominazione degli Uomini Pesce in Ittici (magari comprendendo in questo modo anche Sirene e Tritoni che in One Piece sono razze a sé stanti) per non essere costretto a chiedere di potere usare o meno quel tipo di razza a chi detiene i diritti del fumetto in Italia? In sostanza, chiamando Ittico chi vive nello Strato Marino, che sia Sirena/Tritone (ovvero creature già presenti nella tradizione mitologica umana prima dell’avvento di One Piece) o Uomo Pesce (ovvero creature che, per quanto mi giunga dalla mia cultura personale, sono state pensate da Oda per il suo One Piece), non incapperei in cause di plagio o comunque questo non basta?

    E la questione dei frutti del diavolo come potrei risolverla? Sono frutti che, sostanzialmente, donano dei poteri. Come degli oggetti magici in fondo. Mi basterebbe cambiare la denominazione, la fisicità e qualche limite per poter dire che non sono un plagio dei frutti del diavolo di One Piece?

    Se inserissi altri elementi da altri folklori, culture, romanzi o saghe a fumetti immagino di dover stare comunque attento alla rielaborazione anche di quegli elementi, specialmente negli ultimi due casi.. Se per esempio volessi inserire una sottospecie di Nen (il sistema di energia di Hunter x Hunter), dovrei stare attento a come chiamarlo e a come si sviluppa lo schema di regole di tale energia, o sbaglio? Oppure mi basterebbe non chiamarlo Nen per non avere problemi e cambiare qualcosa nelle leggi che regolamentano l’uso e lo sviluppo di tale energia? Per esempio, potrei chiamarlo semplicemente aura o energia (insomma roba simile un po’ in generale) cambiare il nome delle sue varianti e delle tecniche di utilizzo (magari escludendone qualcuna) per non incappare in un caso di plagio?

    Grazie ancora per la risposta e per i complimenti! Spero di poter riuscir a procedere senza intoppi alla pubblicazione grazie ai tuoi fidi consigli ;)!

  4. Beh Fabio dalla mitologia puoi prendere a piene mani perchè i diritti d’autore dopo un po’ scadono e la mitologia greco-romana è in giro da un paio di millenni 😛

    Per quanto riguarda il resto, beh, il discorso è semplice: più il gioco è originale e meno avrai problemi di copyright… La mia personale opinione è che dopo tutto il lavoro e l’impegno che ci stai mettendo sarebbe un po’ riduttivo lanciare il tuo gioco come “uno dei giochi di ruolo basati su One Piece”… o sbaglio?

  5. Buongiorno,

    vorrei poterLa contattare in privato per sottoporLe un progetto e per avere qualche consiglio ulteriore.

    la ringrazio cordialmente Claudio

Lascia un commento

Immagine CAPTCHA

*

Top