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Come risolvere i conflitti in gioco

Mi è capitato di leggere questo titolo su un blog americano che parla di psicologia e subito mi ha incuriosito. Sostanzialmente l’autore fornisce alcune tecniche per risolvere i conflitti che vengono a crearsi tra i componenti di un gruppo di amici. Io le ho riviste, corrette e riadattate in modo da farle funzionare per i conflitti attorno al tavolo tra giocatori o tra giocatori e master durante una sessione di un gioco di ruolo.

Capita spesso, anche nei gruppi più affiatati che giocano insieme da molto tempo, di trovarsi di fronte a conflitti e disaccordi tra i membri del gruppo con cui giochiamo di ruolo. Questo accade quando due o più giocatori sono in disaccordo tra di loro, quando uno o più giocatori sono in disaccordo con il master o quando è il master ad essere in disaccordo con uno o più giocatori. Questa situazione spesso trascende il gioco e si traspone ai rapporti personali tra le persone coinvolte le quali accumulano rancori e rabbie represse. Quando si arriva ad un conflitto in game le persone solitamente si mettono sulla difensiva e difficilmente ammetteranno di aver sbagliato anche di fronte all’evidenza. Cerchiamo di risolvere i conflitti con queste tecniche.

Tentare di attaccare il problema e non la persona.
Questo è estremamente importante. Quando inizia il conflitto, la gente si mette sulla difensiva. È naturale. Al fine di allentare la tensione, è necessario focalizzarsi sul problema concreto piuttosto che sulla persona che lo ha creato.

Comunicare le vostre opinioni in modo assertivo e non aggressivo.
Cito la wikipedia “un comportamento che permette a una persona di agire nel suo pieno interesse, di difendere il suo punto di vista senza ansia esagerata, di esprimere con sincerità e disinvoltura i propri sentimenti e di difendere i suoi diritti senza ignorare quelli altrui”. Anche questo è importante. Anche in questo caso, ci stiamo concentrando sul problema e perché avvertite di trovarvi di fronte ad un problema, e non sulla persona che a vostro parere quel problema lo ha creato.

Accettare che gli altri possono avere opinioni diverse dalle vostre e lavorare per sviluppare un punto di accordo.
Sembra banale, eppure questo punto nella rabbia del momento viene spesso trascurato. Il compromesso è la chiave. Dovete concentrarci sul fare in modo che il divertimento di ognuno sia garantito.

Non visualizzare la situazione come una gara. Concentratevi sui settori di interesse comune piuttosto che su quelli di dissenso e di opposizione.
Anche in questo caso, concentratevi sul compromesso e rendetelo divertente ed accettabile per tutti.

Ascoltate senza interrompere; feedback per chiedere, se necessario, per assicurarvi la chiara comprensione del problema.
Questo è chiamato “ascolto attivo“. È necessario, non solo che ascoltiate ciò che l’altra persona sta dicendo, ma che la ascoltiate davvero. Non pensate a quello che andrete a dire quando sarà il vostro turno, ma, piuttosto, ascoltate e capite da dove provengono le idee dell’altro.

Dimenticate il passato e rimanere ben ancorati al presente.
Non riesumate (rivangate) le questioni passate. Concentratevi unicamente sul problema a portata di mano.

Ricordatevi che quando vengono soddisfatte le esigenze di una sola persona, il conflitto non è stato risolto e continuerà.
Questo è molto importante da ricordare. Nella risoluzione dei conflitti non si tratta semplicemente di far prevalere il vostro punto di vista; si tratta di fare in modo che tutti si divertano.

Ringraziate gli altri per avervi ascoltato.
Ognuno vuole sentire che i suoi argomenti sono ritenuti validi. Ringraziare una persona per l’ascolto è un modo per farlo.

Spero che tali tecniche psicologiche prestate al gioco di ruolo vi siano di aiuto. Ricordate che il conflitto non è necessariamente una cosa negativa. Il conflitto che può essere risolto rapidamente e con soddisfazione di tutti può essere una buona cosa perché aiuta la coesione del gruppo e il divertimento di tutti. Non è forse questo lo scopo del gioco?

4 thoughts on “Come risolvere i conflitti in gioco

  1. Un filino utopico secondo me ^^ irrealizzabile dal mio punto di vista analizzando l’essere umano. Un poco come chi sventola una bandiera con scritto pace e lancia pietre ^^. E nell’animo umano non solo competere, ma prevalere, fare lo sgambetto agli altri per un idea anche se questa ci deriva da una moda una banalità. Ne e la prova chi va allo stadio per menare le mani, chi arriva allo scontro fisico per una bandiera di un club calcistico ^^. Secondo me in un gdr funziona il sistema… monarchia illuminata, il master ha l’ultima parola ^^ .
    Crudo? Brutto? Ovvio che si ma e forse grazie a questa prerogativa che siamo la razza dominante ^^. Possiamo provare a migliorarci definirci civili, ma e dura reprimere istinti primordiali ^^. In un gdr se sei un despota smetti di giocare, al pari del se ascolti e assecondi troppo le richieste o le opinioni dei giocatori. Ovvio che poi esiste il momento di discussione ma se cominci con l’analizzare il parere di tutti hai già smesso di giocare senza accorgertene.

  2. Sicuramente è utopico ma queste linee guida che ho scritto nell’articolo dovrebbero essere l’obiettivo da raggiungere. è ovvio che la realtà dei fatti è diversa ma se puntiamo l’obiettivo andrà sicuramente meglio che non se ci rassegniamo già in partenza.

  3. Non male come guida. Le discussioni con i miei giocatori sono arrivate ultimamente ad un punto critico. Due contro due in molte discussioni (più un quinto che si trova nel mezzo). Mi correggo…più che punto critico lo considererei punto di rottura: non giochiamo più da un mese!
    Questa guida mi aiuterà in futuro! (per carità, utopica è utopica, però è utile)

  4. Diciamo che questa guida dovrebbe rappresentare un punto d’arrivo, penso che usandola come obiettivo si possa notare un miglioramento, magari lento, ma costante delle relazioni interpersonali attorno al tavolo di gioco. O almeno per me e i miei giocatori è stato così.

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