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Dizionario dei MMO Parte 1: Le basi (F2P, P2P)

 

Vi è mai capitato di entrare in un gioco, magari con la gilda nuova, e vedere scritto nella chat cose strane di cui non capite il senso tipo:

Andiamo a Farmare?” oppure “Ma facciamo PvP?
Bene, se non avete capito di cosa stava parlando chiunque avesse pronunciato queste parole, allora questa rubrica è quella adatta per voi!
Con il primo articolo, partiamo ovviamente dalle basi di quello che una giocatore deve sapere prima di entrare in un gioco… ma che dico, prima ancora di sceglierlo, il gioco!
Soprattutto per questi particolari termini che inizierò ad elencare e spiegare con questo articolo.

Dunque, I giochi di ruolo online (o anche MMORPG, Multi-Massive Online Role Playing Games – per rimanere in tema di termini specifici) si dividono in molte categorie e sottocategorie, possiamo però dire che ce ne sono due che sono gli Archetipi delle categorie, la prima delle due è il…

 

P2P

P2P, come per la maggior parte dei termini che andremo a spiegare nei futuri articoli-dizionario, è la sigla inglese di “Pay to Play“, e letteralmente significa “Paga per Giocare“.
Il significato meno letterale non differenzia molto da quello letterale, e i MMORPG classificati sotto questa categoria sono appunto i giochi a pagamento.

Per l’Europa si parla quasi sempre di pagamento tramite carta di credito o PayPal (il che è quasi la stessa cosa), con opzioni di pagamento mensile/trimestrale/semestrale/annuale.
L’opzione mensile normalmente va dai 12€ ai 15€, e le altre aumentano triplicandosi (trimestrale), sestuplicandosi (semestrale) o dodecuplicandosi (annuale), con la sottrazione di uno sconto che aumenta con l’ammontare del denaro.
Negli USA spesso invece, forse perché i P2P in effetti molto spesso “nascono” in America, alle opzioni di pagamento viene aggiunta una carta prepagata, o a consumo, che permette di giocare per quanto si paga senza dover aggiornare il pagamento via carta di credito e che, soprattutto, ha la tariffazione a Quanto-giochi = Quanto-paghi.
C’è da dire che non si trova quest’ultimo metodo per tutti i giochi, ma spesso solo per i giochi più famosi (basti guardare WoW, le quali prepaid card si trovano ovunque).

I giochi targati P2P sono spesso qualitativamente più curati, o quanto meno meglio seguiti dal centro di supporto e con aggiornamenti regolari e programmati.
Questo tipo di giochi inoltre ha una storia molto coinvolgente e per uccidere i mostri sono necessarie strategie mediamente più complesse rispetto a quelle utilizzabili nei giochi a pagamento.

Esempi di giochi a pagamento che hanno fatto storia:
WoW (EU)
Ultima Online
Dark Age of Camelot
Ragnarok Online (EU)
Eve Online

Parliamo adesso dell’altra categoria-Archetipo:

 

F2P

E esattamente come per P2P, F2P è una sigla inglese che sta per “Free to Play“, che letteralmente significa “Gratuito da Giocare“, in contraddizione alla categoria sovrastante.
Ed anche in questo caso il significato meno letterale è poco discosto da quello attribuito.

I MMORPG classificati F2P infatti sono quei giochi che non richiedono pagamento per giocare, ma solo un’email, una registrazione, e scaricare il client del gioco.
Questi giochi da qualche anno a questa parte sono forniti di Item Mall, ovvero, un negozio online ricaricabile via carta di credito nel quale si comprano varie migliorie ed aggiornamenti per il personaggio, ad esempio si possono comprare degli oggetti che aumentano di una tot percentuale l’esperienza, o dei vestiti stilistici, degli oggetti che aumentino le statistiche e via dicendo con i più disparati upgrade che si possano pensare.
A differenza dei giochi a pagamento, questi ultimi tranne alcuni rari esempi (come Dream of Mirror Online EU ) non hanno differenti versioni per differenti continenti, e spesso gli aggiornamenti non sono molto frequenti, ed il supporto può essere poco esauriente – anche se questo non vale per tutti i titoli.

Si trovano però molti giochi veramente decenti, ed anche se spesso i F2P di natali orientali sono più incentrati sull’uccidere mostri, alcuni riescono a mantenere l’interesse alto piuttosto a lungo.
Quelli di ultima generazione sono anche piuttosto ben fatti graficamente.

Esempi di giochi gratuiti:
Dream of Mirror Online (EU)
Requiem: Bloodymare
NeoSteam
Cabal
Perfect World (Malesia)

C’è poi un’unica eccezione che mescola entrambe le categorie, e si tratta di GW, ovvero Guild Wars.
Questo gioco unisce il P2P ed il F2P in un’unica mescolanza, avendo come requisito di comprare la scatola e fare l’account con il codice trovato in quest’ultima – come per i P2P, aggiungendo però il fatto che giocare ad esso sia gratuito – come per i F2P.
Questo funziona sia per il gioco base sia per le campagne d’espansione, che vanno comprate per essere inserite nel giocabile, anche se è possibile giocare senza averle senza subire ulteriori svantaggi.

Link:
Guild Wars ITA

Comunque, queste sono tutte opinioni personali che ho comprovato sulla mia pelle negli anni…
Se avete qualche opinione differente, basta che lo scriviate!

3 thoughts on “Dizionario dei MMO Parte 1: Le basi (F2P, P2P)

  1. A prescindere che Ultima Online, si sprecano i server gratuiti,specie qui in italia. Proprio come funghi, nascono e muoiono mondi più o meno custom, molti semplici cloni e fotocopie altri vere opere d’arte in cui non la mano di una casa produttrice ma l’opera di profani ne ha mutato l’essenza. Esiste in questi giochi un frasario un pelino più complesso, composto di faccine, frasi offensive o abbreviazioni, di cui si può riassumere l’essenza con la definizione di lamer, che riassume un comportamento non proprio limpido del giocatore che e più portato a sfruttare bug dei giochi, conoscenze nei vari staff che a una reale progressione naturale del suo personaggio.
    Personalmente aver gestito dal 2004 al 2007 uno di questi mondi mi ha portato alla considerazione che un giocatore di giochi online, nella fattispecie free, dove si e protetti dall’anonimato da libero sfogo al peggio che si possa valutare negli esseri umani. Il fatto che come giocatore ci troviamo ovunque e distanti da un nostro reale interlocutore apre il via a una serie di comportamenti incivili e a porci in antagonismo diretto con chi gestisce questi mondi, di qualsiasi gioco, e si innesca un contorto meccanismo che vede lo staff contrapposto in una battaglia che non avviene più nel gioco, dove semplicemente si banna, si sospende l’account del giocatore scorretto, ma sui forum dove si avviano discussioni cruente, veri stillicidi muro contro muro. E anche quando si addottasse un ferreo regolamento e venisse applicato alla lettera molti tra i quali per giuste ragioni venissero bannati – allontanati adotteranno procedure per diffamare il gioco, lo staff o quanti lo hanno punito. Questo per dire quanto un gioco online possa portare a galla un lato oscuro del giocatore.
    Esistono come citati giochi pay, ma non sono esenti da questo anzi, molti server in molti giochi applicano favoritismi, scatti di livelli o esistono veri power player per amicizie, conoscenze, o al peggio nelle versioni Premium, dove esistono giocatori di serie A i paganti, che ottengono livelli o armamenti o accessori del gioco migliori, e di serie B non paganti che hanno risorse limitate. Quanti hanno provato uno qualsiasi di questi giochi e magari hanno visto chi ha cominciato assime a loro, divenire veri Higlander – Immortali. Si salvano le grandi case, ma qui si scatena un nuovo fenomeno, la vendita dei personaggi evoluti, pagati per contanti. Persone che o per stanchezza o per puro lucro, evolvono i personaggi sui server ufficiali per poi venderli e nemmeno a poco prezzo.
    Personalmente non gioco online a nulla che preveda io faccia fatiche o impieghi tempo per evolvere il personaggio, non più dopo l’esperienza personale.

  2. Qwein quello che dici è mediamente vero ma non puoi generalizzare. Io ho avuto molte più esperienze positive che negative e sono anche stato GM di uno shard non ufficiale di ultima online. Quello che dici sui giocatori di serie A e di serie B è giusto e sacrosanto, il fatto è che non esiste qualcuno che crea un gioco, lo modera e ti fa usare i suoi server gratis, pertanto o paghi una sorta di abbonamento che è uguale per tutti oppure paghi per avere vantaggi sugli altri. Quando il gioco mi interessava sono sempre stato un giocatore di serie A come li chiami te, quando il gioco mi interessava poco accettavo di buon grado il fatto di essere un giocatore di serie B se la differenza con gli altri non era eccessiva. Se era eccessiva, molto semplicemente, andavo altrove, alla fine ce ne sono tanti di F2P quindi se uno non mi soddisfaceva ne avevo altri 3 nuovi da provare :)

  3. Qwein quello che dici, come ha già detto tom prima di me, è vero.
    Comunque, ho citato Ultima come Pay to Play perché è appunto nato come tale… insomma, ci sono si 10mila shard gratuiti, ma è tutt’ora un P2P e sicuramente la versione ufficiale è la più aggiornata di tutte.
    Per quanto al frasario, beh è vero, ci sono talmente tante abbreviazioni/inglesizzazioni/etc da riempire uno Zanichelli, figuriamoci poi qualche articolo in un blog, ma quelli che conosco tenterò di esplicarli (soprattutto quelli meno comprensibili…).
    Comunque boh, si può dire qualunque cosa sui MMORPG, hanno molti difetti, ma secondo me se uno vuole divertirsi trova il modo in qualunque situazione.
    Su D&D Online sono rimasta per un’anno e mezzo nonostante non fossi la più “über” – per rimanere in tema -, così come su tanti altri MMO in cui non mi sono impegnata al massimo per motivi vari, ma in cui ho comunque giocato.
    Per divertirsi in un MMO basta adattarsi, certo se c’è poco divario tra “classe A” e “classe B” si gioca meglio, altrimenti basta avere qualcuno con cui chiacchierare in TS/Guild Chat.

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