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Viaggiamo da “soli nel buio” in compagnia dell’autore

Per l’articolo di oggi abbiamo voluto intervistare Qwein, l’autore del gioco di ruolo ad ambientazione fantascientifica “soli nel buio”.

Cosa ti ha spinto a creare soli nel buio e da cosa hai tratto ispirazione per crearne l’ambientazione?

Soli nel Buio, da non confondere con Alone in the Dark, sfrutta se vogliamo un gioco di parole che potremmo tradurre come Suns in the Dark. Nasce dall’esigenza di voler accontentare un figlio tredicenne (per facilitarne l’entrata nel mondo dei gdr), ispirandosi alla serie da lui preferita (Star Trek Vojager) e mischiandola con quella preferita dal padre (Battlestar Galactica Edizione 79). “Soli nel buio” nasce così: unendo due ambientazioni, sfruttando un regolamento semplice, minimale ideato nel 1996 e ultimato nel 1997. Personalmente apprezzo un gdr più per il suo contesto rappresentativo e coinvolgimento ambientativo che per quello combattivo, è per questo che il sistema è più incentrato sull’ambientazione che non sulle meccaniche. Ho voluto ricreare un ambiente a bordo plausibile, non tutto perfetto e ordinato ma molto simile alla vita reale e, se vogliamo, il ripercorrere la saga dell’anti eroe o eroe con tutti i difetti di un essere umano. Questo riportato nel gioco ha dato vita al lungo viaggio della nave stellare terrestre Kronshtadt verso casa, assieme a quegli incontri, positivi o negativi, con razze aliene, scontri e battaglie spinti dal vento della ribellione delle razze schiave che vedono, nell’arrivo della nuova nave, la speranza. Le battaglie si animano con scontri tra caccia stellari e bordate delle batterie che riportano ai tempi dei grandi galeoni. Penso che ogni gioco di ruolo dai primi fino agli ultimi dipendano la loro giocabilità dal master e del suo modo di vedere il gioco, ecco perchè ho deciso di lasciare l’ambientazione di “soli nel buio” aperta.

Chi sono i png attori principali dell’ambientazione e che procedimento hai seguito per inserirli nell’ambientazione?

La nave stellare Kronsthadt (che prende il nome da un incrociatore russo) in rotta verso casa ha a bordo un equipaggio multinazionale, etnicamente eterogeneo e un gatto che nessuno sa come si sia imbarcato, i personaggi forti sono rappresentati dalla figura del comandante Aurelio Varano (di chiara origine italiana), e dell’ispettore politico Irvin Nicodemus che ne contrasta continuamente le attività. Essi riescono con una sorprendente amalgama a ricreare il fascino delle due ambientazioni sopra citate, pur mantenendone un certo distacco in modo da creare un nuovo filone di avventure fantascientifiche, nel quale ho voluto inserire per personale divertimento alcuni accenni del mio quotidiano, come il nome del mio gatto, e il mio nome e cognome tradotti in tedesco nella figura del Tenente motorista della nave.

Qwein

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