You are here
Home > Giochi di Ruolo Cartacei > Vampiri la masquerade – Le tenebre domandano vendetta

Vampiri la masquerade – Le tenebre domandano vendetta

Dopo le riflessioni dell’attuale Arcivescovo di Detroit, ecco i pensieri del cainita che prima di lei deteneva il potere nella città dei motori. Vendetta, lenta vendetta, per chi ha un’eternità per progettare un piano perfetto per farla pagare a più di una persona. A tutti coloro che l’hanno condannato.

A breve, dopo questi pensieri antitetici, la visuale si sposterà nel mezzo, ovvero su coloro che si trovano a doversi barcamenare in una tempesta di colfitti interni, di segreti, di odio profondo celato o solo sussurrato.

Nel prossimo articolo vedremo come si sono incrociate le strade di alcuni cainiti per formare un branco eterogeneo ma funzionale nella nostra Detroit by night.

Non sono nato per finire così.
Non sono due secoli che vado avanti, per spegnermi in questo modo…come una candela in una notte ventosa.
No.
Io sono un rogo che brucia chi cerca di ostacolarlo. Sono nero petrolio che non si spegne né con l’acqua né col vento.
Nero petrolio…
Mi riporta alla mente notti distanti. Un secolo fa…no, mi piace più pensare che siano trascorsi più di cento anni, da allora. Permette di capire meglio quanto tempo sia. Decine di migliaia di notti.
Mi riporta ad una Detroit antica, impregnata di olio, di fumo, più operosa, più viva.
Adoravo questa città. Adesso…quella città.
Odio pensare ad essa come ad un ricordo da poter solo rivivere.
Un presente andato in frantumi, e l’immagine che mi resta è il passato.
Il passato.
No, Morten Szantovich non vive nel passato. E’ plasmato dal passato per essere una macchina inarrestabile nel presente.
Non ho fretta. Non troppa.
Che si cullino nella confortante speranza che la candela si sia spenta.
Che il rogo sia stato soffocato dalle acque nere della notte.
Ho da vendicarmi di una figlia traditrice.
Di una sorella, di sangue e nel sangue, che mi ha venduto come un oggetto da barattare.
Ciò che mi ha sempre affascinato delle ombre è che esistono come esiste la luce.
Che esistono come esiste un corpo che le proietti.
Semplicemente esisterò finchè loro esisteranno. Finchè Detroit esisterà.
No, non voglio terra bruciata. Non avrei più senso.
Non voglio spegnere la luce. Non potrei esistere.
Voglio solo tornare, e prendere ciò che è mio di diritto. Il potere. Il controllo.

Lascia un commento

Immagine CAPTCHA

*

Top