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Recensione: Sine requie


“È il 6 Giugno del 1944, una data storica, in questo giorno fatidico le forze alleate approdano sulle coste della Normandia per sferrare un attacco all’esercito Nazista che rimarrà nella storia… I soldati scendono dalle navi sotto il battere incessante di una pioggia di piombo proveniente dalle forze nemiche…comincia lo scontro… i soldati cominciano a cadere… e a rialzarsi per nutrirsi dei loro compagni!

Lo sbarco in Normandia fallisce miseramente in quello che è passato alla storia come “Giorno del giudizio”… in tutto il mondo è il caos: i morti si rialzano e escono dalle tombe per ingoiare altre persone, paesi, stati, imperi…”

 

Questo, con mie parole, è l’incipit del gioco di Ruolo tutto Italiano noto come “Sine Requie”.

Scritto da Matteo Cortini e Leonardo Moretti è stato prodotto nel 2003 dalla “Rose & poison” per poi passare con la sua seconda edizione (Sine requie: Anno tredici) alla Asterion. Entrambe le edizioni sono state premiate al Lucca Comics & Games, la prima nel 2003 come miglior gioco Italiano, la seconda invece ha ricevuto il “Best Of Show” 2007.

Ma ora qualche informazione in più sul gioco.

Ambientazione

Sine requie è un gioco di ambientazione Horror/zombie, ambientato in un universo ucronico alternativo al nostro in cui, il giorno dello sbarco in Normandia, i morti hanno cominciato a risvegliarsi in tutto il mondo facendolo sprofondare nell’Anarchia, eccezion fatta per pochi stati totalitari e per piccole colonie di sfollati.

In questo mondo Apocalittico un medico Italiano, il Dr. Pelagatti, è riuscito a sopravvivere ad un viaggio/suicidio per l’Europa, alla ricerca di risposte su cosa sta accadendo, dal risultato delle sue ricerche scrive un libro il “Sine Requie”, il più completo trattato sui morti scritto fin ora.

Nel libro non c’è una spiegazione scientifica del perché i morti si risveglino, ma è pieno di informazioni sui loro punti deboli e, cosa molto importante, un’accurata catalogazione delle varie tipologie di morto, dai lenti e goffi “simplex” ai terribili “Diabolicus”, potenti non-morti a volte indistinguibili dai vivi.

I giocatori si muovono 13 anni dopo lo sbarco in Normandia, in un mondo che dopo innumerevoli sforzi ha imparato a convivere con la piaga del “Risveglio”.

Un Master (qui chiamato Cartomante) che decide di giocare a “Sine requie” può scegliere fra cinque diverse sfaccettature dell’ambientazione da proporre ai suoi giocatori, infatti a seconda dell’area geografica dove si svolge la storia cambia la situazione e l’assetto politico, creando, di fatto, cinque sotto ambientazioni corrispondenti a diverse zone dell’Europa:

  • Le terre perdute: con questo nome si intendono tutti gli stati che sono caduti sotto le fauci dei morti Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, parte della Francia, la Grecia, i balcani, buona parte della Russia, ecc sono ormai prive di governo. Gli abitanti di queste zone inospitali sono dovuti diventare maestri di sopravvivenza, si possono dividere in due categorie, i Sopravvissuti : piccoli gruppi di uomini e donne, che raramente superano le 100 persone, la cui vita procede tra stenti e privazioni, proteggendo la loro piccola colonia; e gli Sciacalli: uomini che il giorno del giudizio ha reso crudeli, o forse lo sono sempre stati, questi gruppi armati viaggiano per le terre perdute uccidendo, saccheggiando e stuprando, attualmente sono quasi più temuti dei morti.
  • IV Reich: la Germania non ha perso la guerra, anzi, si è autoproclamata vincitrice, e ha esteso il suo dominio su tutte le terre che aveva conquistato durante la seconda guerra mondiale, compresa metà della Francia. Governata da un quadrunvirato formato dai rappresentanti delle forze militari, economiche e politiche del Reich, lo stile di vita e gli abiti sono rimasti invariati dalla guerra, creando un’illusione di tranquillità; in realtà buona parte della popolazione assume psicofarmaci per sopravvivere all’orrore che la circonda, mentre nei laboratori del Reich si portano avanti orrendi e segretissimi esperimenti, con lo scopo di creare soldati perfetti e la nuova razza eletta.
  • Il Sanctum Imperium: L’Italia è diventato un paese anacronistico, diventata una cosa sola con lo Stato Papale è governata dal Pontefice e dai suoi inquisitori, pronti a bruciare sul rogo tutti gli eretici che si ribelleranno al credo del vero Dio. L’Italia è un piccolo mondo a sè stante in cui numerose invenzioni e progressi della scienza sono stati banditi o sono diventati a pannaggio del Clero, un mondo in cui al fianco di cacciatori di morti in uniforme e armati di mitra si possono trovare Templari in armatura armati di Motoseghe.
  • Soviet: Quando i morti hanno bussato alle porte della Russia il governo Comunista fece deportare la maggior parte della popolazione in speciali campi di lavoro, in questi posti sono sorte a tempo record le città russe del futuro, Torri di metallo perennemente avvolte da un pesante e denso fumo nero, qui non esistono più concetti come identità, religione, proprietà privata, famiglia, molti dei cittadini russi più giovani non ricordano neanche come è fatto il sole, chiusi in corridoi metallici e governati da un Super Calcolatore di nome “Z.A.R.”
  • Terre di Osiride: Di questa sotto ambientazione non esiste ancora una seconda versione, attualmente si può trovare solo il tomo della prima edizione della “Rose & Poison”. In questo scenario i vecchi faraoni d’Egitto si sono svegliati per reclamare il loro trono, entrando in guerra l’uno con l’altro, dalla disputa venutasi a creare è, in fine, emerso Ramses III, autoproclamato signore di tutte le terre del Nilo, egli scaccia le altre mummie e prende il controllo dei morti. Come per l’Italia, l’Egitto rivive il proprio passato, torna la vecchia religione politeista ed i vivi convivono con i morti nella speranza di una vita eterna al servizio del Dio Re.

Sistema di gioco

Uno dei punti forti di “Sine Requie” è il suo innovativo sistema di gioco basato sulle carte anziché sui dadi.

Per essere precisi il sistema di gioco non è basato su carte normali, ma sui Tarocchi, infatti i successi e gli insuccessi dei personaggi saranno decisi dal punteggio numerico degli arcani minori, se si preferisce un approccio più “matematico”, o dagli arcani Maggiori, se invece si preferisce un approccio più “narrativo”.

In più, un altro interessante utilizzo dei tarocchi durante il gioco, consiste nella scelta della tipologia dei personaggi, infatti nel mondo di “Sine Requie” la vita di ogni singolo individuo viene regolata da un tarocco, detto “Tarocco dominante”, che determina tratti caratteriali, aspettative e caratteristiche psico fisiche del personaggio, in fase di creazione è estraendo o scegliendo, come preferite, questo tarocco che determinate i Bonus ed i malus di cui gioverà o soffrirà il vostro personaggio, un po’ come potrebbe essere la scelta di una razza o di una classe in altri giochi.

In Definitiva

Dopo averci giocato, sia alla vecchia che alla nuova edizione, e dopo essermi letto il nuovo manuale base e alcune vecchie ambientazioni ( IV Reich, Soviet, Terre perdute) posso dire che a mio avviso è un gioco da non perdere, ben strutturato sia dal punto di vista del regolamento che della trama, molto belle le storie e le testimonianze dei sopravvissuti (e non solo) che si trovano in giro per i manuali.

Insomma un bel gioco con un’ottima atmosfera horror (detto da uno a cui i film di zombie non piacciono) con la sporadica comparsa di citazioni a vecchi romanzi e film d’autore, come i racconti di Lovecraft, Fahrenheit 451 e ”Il villaggio dei dannati”.

In breve è un gioco che mi sento davvero di consigliare, provatelo, non ne rimarrete delusi, ve lo assicuro!

2 thoughts on “Recensione: Sine requie

  1. Gioco ben strutturato, coraggiosa scelta ambientativa primaria, colpisce di fatto l’uso insolito dei tarocchi e schema di gioco, forse non immediatissimo ma senza dubbio completo. Qualcosa di insolito e positivo in un panorama ludico soffocato da D&D4 e dai relativi abomini introdotti che molti decantano per mirabolanti novità. Onestamente una prima lettura mi ha colto alla sprovvista ma una seconda lettura permette di inquadrarlo al meglio.

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