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Pathfinder GDR – Le Cronache del Trono Cremisi – Resa dei conti con Barvasi

Mese di Rova, Giorno 26

Tornammo dal maresciallo Kroft con un peso sullo stomaco grande quanto un macigno e la rabbia che ci ribolliva nelle vene. Eravamo così assorti nei nostri pensieri che neanche facemmo caso all’Hellknight che scendeva le scale della caserma a volto scoperto.

Al colloqui con il maresciallo consegnammo i documenti e le spiegammo quanto accaduto. Lei inorridì e imprecò, però ci confermò quello che temevamo tutti. Aveva le mani legate. Non avrebbe potuto far nulla poiché, le guardie di Barvasi, firmavano un regolare di contratto di lavoro al limite della schiavitù. In pratica aveva potere di vita e di morte sui suoi sottoposti.

A quel punto feci al maresciallo l’unica richiesta sensata. Di evitare di far passare pattuglie da Eel’s End l’indomani al tramonto. Lei capì. Ci disse che avrebbe fatto quanto poteva, ma noi non eravamo mai stati lì. Ci consigliò, inoltre, di agire a volto coperto.

Tornammo alla locanda dei Tre Anelli e organizzammo un piano per l’indomani.

Avremmo passato la mattinata al mercato, che nel frattempo aveva riaperto, per vendere alcune cose che avevamo raccolto da Lamm e alla macelleria. Io nel frattempo sarei andato ad un venditore di pozioni per acquistare delle pozioni di Camuffare se stesso. Ci saremmo camuffati così da non farci riconoscere. Il piano consisteva nell’arrivare a Eel’s End al tramonto, momento in cui le barche non sarebbero state ancora molto frequentate. Intimare alle due guardie all’ingresso di fuggire dato che il loro capo sarebbe morto di lì a breve, in caso di resistenza li avremmo gettati nel fiume. Una volta dentro, evitare accuratamente la trappola e levare di mezzo Barvasi. Evitare di uccidere le sue guardie dato che eseguono solo gli ordini. Dopotutto, una volta morto il loro capo, non avrebbero avuto più motivo di combattere.

Ci riposammo e la mattinata andò come avevamo progettato. Non ebbi difficoltà a trovare le pozioni presso il negozio Lacrime di Ninfa, non lontano dall’accademia. Furia si comprò anche una nuova catena, di fattura migliore, da un mercante non lontano da lì.

Negozio di Pozioni
Negozio di Pozioni “Lacrime di Ninfa”

Arrivammo a Eel’s End che mancava meno di un’ora al tramonto. Bevemmo le pozioni. Furia si camuffò da una tiefling con la pelle color azzurro, come un Kyton, Khoral si cambiò di abito tramutandolo in una canotta e diventando calvo e il colore della barba tramutò da rosso a biondo, Schiele Bartolomeo e Minerva cambiarono i loro abiti e il colore dei loro capelli. Io cancellai i miei tatuaggi, schiarì la mia pelle e feci apparire una barba più folta. Ci muovemmo verso la barca più grande.

Le guardie all’ingresso titubarono alla nostra vista, ma Furia gli “spiegò” la situazione. Inizialmente erano molto riluttanti. Poi si scambiarono un’occhiata ed estrassero le loro spade. Bartolomeo era già pronto ad estrarre la sua, ma uno dei tizi si ferì un braccio, l’altro si fece un taglio sul torace. Nel caso avessimo fallito avrebbero detto a Devargo che li avevamo sconfitti. Fatto ciò si gettarono nel fiume. Entrammo.

Majenko
Majenko

L’interno della nave era completamente deserto eccetto per la piccola gabbia dello pseudodrago. Mentre il gruppo si cimentava nel manomettere la botola e nel tenere occhi e orecchie aperte sull’eventuale presenza di nemici io mi accinsi a liberare il piccolo pseudodrago. Sembrava stremato e malnutrito, ma non in pericolo di vita. Distrussi il lucchetto con qualche incantesimo di Fiotto Acido, la creaturina fu felicissima di riottenere la sua libertà. Disse di chiamarsi Majenko e, per averlo aiutato, come ringraziamento mi offrì i suoi servigi per un anno di tempo. Da quel momento non avrei avuto solo Alex con me.

Continuammo ad esplorare la nave fino a ritrovarci di fronte una guardia seduta su una sedia. Alla nostra vista scattò in piedi estraendo la sua spada pronto ad affrontarci, ma Bartolomeo fu più rapido. Con un solo fendente di spada neutralizzò, purtroppo uccidendo, la guardia nemica. Oltre la porta controllata dallo sgherro di Barvasi vi era una cabina per la notte. Sul letto un Barvasi addormentato, ma la cosa sembrò alquanto strana. Bartolomeo interagì con Barvasi, ma la figura sparì lasciando al suo posto un biglietto con scritto “Grazie per il divertimento, ma il mio momento non è ancora giunto“. Controllammo la cabina trovando alcuni gioielli, ma in quel frangente di tempo cominciammo a sentire puzza di fumo pervadere la nave.

Uscimmo di corsa e vidi una donna Vudrana dare ordini ad alcuni soldati di dar fuoco alle navi. Questi lanciarono delle lanterne appiccando immediatamente diversi incendi sulle varie navi ormeggiate ad Eel’s End per poi voltarsi e andar via. Se la memoria non mi gioca brutti scherzi la famiglia Arkona, la famiglia nobile che controlla la malavita di Old Korvosa, appartengono alla stirpe dei Vudrani.

Fuggimmo a gambe levate dal molo. La nave di Barvasi esplose in maniera fragorosa, probabilmente dovuto al laboratorio per la produzione della droga chiamata Shiver che avveniva su quella nave. Ci fermammo per aiutare alcuni dei cittadini rimasti feriti a causa dell’incendio. Poi ci muovemmo in direzione dei Tre Anelli. Avevamo avuto la possibilità di distruggere una piaga della città il giorno prima, invece quel farabutto ce l’aveva fatta sotto il naso. Con non pochi rimorsi per il nostro fiasco passai una nottata abbastanza triste. Alla locanda incontrai di nuovo Grau Soldado. Facemmo una bella chiacchierata e gli dissi del discorso fatto con Vencarlo. Cercai di spingerlo a prendere una decisione per affrontare i suoi problemi piuttosto che fuggire da essi bevendo. Mi sembrò abbastanza convinto di voler dare una svolta alla sua vita quando andò via. Anche io avrei fatto lo stesso. L’indomani saremmo tornati dal maresciallo a chiedere se vi era qualche altro incarico che avremmo potuto svolgere.

raffydark
Sono un appassionato di qualunque tipo di gdr anche se prediligo il genere fantasy classico. Mi piace sperimentare nuovi giochi di ruolo e cercare di coinvolgere più gente possibile con la mia passione

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