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Pathfinder GDR – Le Cronache del Trono Cremisi – La regina, il boia e…

Mese di Rova, Giorno 29

A malapena chiusi occhio quella notte. L’idea di assistere all’omicidio di Trinia mi faceva star male. Perché, sì, si trattava di omicidio. Un omicidio giustificato. Un omicidio “legale”, ma pur sempre omicidio. Eppure sarei andato ad assistere. Sia perché il maresciallo ce l’aveva chiesto, sia perché quell’immagine mi rimanesse impressa nella mente. Ogni lacrima. Ogni urlo. Ogni supplica di quella giovane ragazza che avrà avuto la mia età se non di meno doveva rimanere scolpita nella mia mente. Korvosa sta andando in malora e io non ho fatto abbastanza per aiutare i suoi cittadini. Ho creduto che aiutando la guardia cittadina avrei fatto la differenza, mi sbagliavo. L’essere riconosciuto come Eroe di Korvosa mi dava dei vantaggi che avrei dovuto sfruttare meglio. Avrei dovuto aiutare Trinia a fuggire senza esitazione. Per colpa della mia esitazione una ragazza sarebbe morta.

Andammo tutti al cortile del castello circa una ventina di minuti prima dell’esecuzione. C’erano tutte le autorità di spicco di Korvosa. Furia e Schiele riuscirono a scorgere anche l’arcibanchiere Darb Tuttle, il gran sacerdote della chiesa di Abadar. Bartolomeo riuscì a scorgere alcuni esponenti di famiglie nobiliari di Korvosa e, ovviamente, Vencarlo Orisini.

Regina Ileosa
Regina Ileosa

Dopo alcuni minuti una fanfare annunciò l’arrivo della regina. Dalla balconata del castello una splendida regina Ileosa Arabasti, con la sua guardia del corpo personale, Sabina Merrin, al suo fianco, tenne un discorso su quanto questo periodo fosse stato difficile e di come insieme Korvosa sarebbe riuscito a superare tutto questo. Non so se onestamente la regina tenga alla città, ma quello che stava facendo era profondamente sbagliato.

Dopo il suo discorso un uomo grande e grosso con il capo coperto da un cappuccio che lasciava intravedere solo gli occhi si avviava verso il patibolo con in una mano un’ascia e nell’altra mano una corda a cui era legata Trinia Sabor.

La regina disse qualcos’altro accusando Trinia di essere l’assassina di suo marito e concluse il suo discorso con un “Tagliatele la testa”. Il boia spinse la giovane sul ceppo e si preparò ad eseguire il fendente portando l’ascia fin sopra la sua testa quando improvvisamente si bloccò. Lasciò cadere l’ascia e si posò su un ginocchio. Aveva un pugnale conficcato dietro la schiena. Dagli spalti un uomo armato di stocco con un mantello nero ed una maschera raggiunse Trinia. Qualcuno dagli spalti urlò il suo nome. Blackjack.

Blackjack
Blackjack

Blackjack! Il leggendario eroe di Korvosa. Ero meno di un bambino l’ultima volta che fece la sua comparsa in pubblico. Da quello che viene narrato nelle leggende Blackjack si è sempre occupato di aiutare i deboli e gli oppressi ed è in circolazione da più di 200 anni! La gente pensa che si possa trattare di un elfo o un’altra razza molto longeva, oppure che si tratti di una successione di umani dove il maestro sceglie il suo allievo e lo addestra affinché prenda il suo posto.

Blackjack schernì la regina dicendo che quella che stava avvenendo non era giustizia, ma semplice spargimento di sangue. E all’urlo di “Abbasso la regina, viva la città di Korvosa” tagliò la corda di Trinia. In quel momento fu il caos. Molti del pubblico iniziarono ad assalire le guardie, la regina fuggì immediatamente all’interno del castello seguita da Sabina, un plotone di guardie iniziò a correre verso Blackjack. Mentre Blackjack liberava le mani di Trinia vidi il boia che si rimetteva in piedi con la sua ascia in mano. Agì di istinto. Lanciai un incantesimo di unto sotto i piedi del boia che cadde con un tonfo. Blackjack si voltò verso di me. I nostri sguardi si incrociarono e capì che ero stato io ad aiutarlo. Non so come fece a sentire la mia voce in tutto quel trambusto, fatto sta che sollevò il suo stocco nella mia direzione in segno di ringraziamento. Fatto questo lanciò un rampino su una delle bandiere più alte del castello e, con Trinia sotto braccio, sfruttò un effetto pendolo per balzare oltre le mura. La folla era incontenibile e le guardie erano nel caos. In quella situazione saremmo stati solo di intralcio per placare quella folla, se mai si fosse placata. Cressida ci incrociò e ci disse di levarci di torno prima di rimanere coinvolti e farci ammazzare da qualche Hellknight. Così facemmo. Ci dirigemmo verso la locanda dei Tre Anelli con un sorriso stampato sul volto. Non credo di essere stato così felice da diverso tempo, forse da prima della mia espulsione dall’accademia. Credo che non dirò a Bartolomeo che sono stato io ad aiutare io Blackjack.

raffydark
Sono un appassionato di qualunque tipo di gdr anche se prediligo il genere fantasy classico. Mi piace sperimentare nuovi giochi di ruolo e cercare di coinvolgere più gente possibile con la mia passione

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