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Pathfinder GDR – Cronache del Trono Cremisi – Westpier 17

Anno 4708 mese di Rova giorno 22-23

Giunsi all’indirizzo in orario. C’era diversa gente davanti all’ingresso, ma non ci feci troppo caso. Al mio arrivo c’era un nano davanti alla porta. Aveva un’armatura addosso e impugnava un’ascia nanica. Dietro la schiena portava con se uno scudo torre. Bussava energicamente alla porta. Poco dietro di lui notai un ragazzo che avrà avuto la mia età, ma molto più prestante fisicamente. Anche lui aveva un’armatura indosso, ma di fattura più pesante di quella del nano. Portava un mantello bianco con il simbolo della Dea Iomedae ricamato. Probabilmente un paladino. Quando mi approcciai a loro chiesi se non ci fosse nessuno in casa, mi dissero che dall’interno non giungeva risposta, quindi domandai se avessero provato a vedere se la porta fosse aperta mentre con la mano la spinsi. Sotto la mia pressione la porta si aprì. Il paladino sembrò abbastanza stupefatto di questa cosa e domandò al nano da quanto tempo fosse lì ad attendere. Probabilmente anche lui era giunto da poco come me. Con noi vi erano anche due ragazze. Una aveva dei lunghi capelli lisci corvini, vestiva abiti abbastanza leggeri per la stagione che le lasciavano il ventre scoperto. L’altra aveva una veste più mascolina e un fisico scolpito e dei lunghi capelli rosso fuoco. Quest’ultima portava una borsa molto grande in mano dalla quale provenivano rumori metallici ad ogni passo. Infine vi era una persona insolita. Un umano, un ragazzo per la precisione, ma vestito di stracci. Portava un arco a tracolla, chiaramente di fattura artigianale, non raffinato o altro, abbastanza rozzo. Inoltre sembrava non essere in grado di parlare, o meglio, poteva farlo, ma la sua voce era flebile come un sussurro. Per sapere il suo nome dovette scriverlo su un foglio. Una volta dentro ci accolse una fragranza particolare, molto esotica oserei dire. Degli incensieri emanavano fumo e aromi rilassanti. Vi era un tavolo con delle vettovaglie poste in un cesto e un biglietto. Una scrittura femminile diceva che si era dovuta assentare per qualche momento e ci invitava ad accomodarci e cenare. Non me lo feci ripetere due volte. Alcuni si servirono come me, altri preferirono non mangiare. C’era tensione nell’aria. Nell’attesa ne approfittammo per presentarci.

Il nano si chiamava Khoral il Rosso, suppongo per il colore dei suoi capelli e della sua barba. Il paladino si presentò come Bartolomeo Della Rocca, un nome quasi principesco, la ragazza dai capelli rossi non ci disse il suo nome, ma si limitò a dire che era conosciuta come Furia Rossa e che non sapeva se poteva fidarsi abbastanza da rivelare il suo vero nome, probabilmente una brigante o qualcuno con un passato oscuro, forse sarà stata la presenza del paladino a farla stare allerta. L’altra ragazza si chiamava Minerva e si presentò come una sacerdotessa di Shelyn, dea della bellezza, delle arti e dell’amore. Infine il ragazzo di umili origini si presentò scrivendo il suo nome su una pergamena, Schiele. Ah dimenticavo, il ragazzo aveva origini Shoanti, le antiche tribù indigene di questi luoghi.

GDR_BLOG_ZellaraDopo pochi minuti arrivò la padrona di casa. Zellara il suo nome. Ci disse che aveva riunito tutti noi poiché tutti noi avevamo un conto in sospeso con questo Gaedren Lamm, e anche lei. Pare che tempo fa avesse ucciso suo figlio e le avesse sottratto il suo unico mezzo di sostentamento, i tarocchi, però non molto tempo fa è riuscita a rientrarne in possesso. Ora pare che lei sappia dove si trova Lamm, non può denunciarlo alle autorità poiché Lamm ha degli agganci all’interno della guardia cittadina e, qualora dovesse capire che qualcuno sa dove si nasconde, fuggirebbe dal suo attuale rifugio per poi uccidere Zellara. Da quello che sa dovrebbe trovarsi in una pescheria abbandonata al numero 17 di Westpier. Avremmo dovuto agire al più presto, ma prima Zellara ci lesse le carte. Onestamente non ci ho capito molto dalla lettura dei tarocchi, ma pare che qualcosa di grosso stia per accadere e noi ne siamo al centro, anche se, di solito, questi tarocchi non bisogna mai prenderli alla lettera. Le magie di divinazione spesso parlano per vie enigmatiche e quasi mai dicono le cose come stanno. Durante il discorso di Zellara notai una cosa insolita. La ragazza dai capelli rossi, Furia, aveva una mano con sei dita. Poteva essere una malformazione alla nascita o qualcosa di più. Fu lei stessa a dirci che quella sua caratteristica era dovuta alla sua stirpe. Era una Tiefling. Comunque sia, uscimmo dall’abitazione, nel frattempo Furia Rossa si cambiò, indossò un’armatura e ci dirigemmo verso il numero 17 di Westpier.

Una volta lì notammo come il posto fosse marcescente, Schiele fece un piccolo giro di ricognizione, vi era una passerella di legno rovinato che girava intorno alla pescheria, tre ingressi, uno di fronte a noi, uno sul lato Ovest e un altro sempre sul lato ovest ma scendendo delle scale. Quando controllò la passerella sentimmo un cane abbaiare dall’interno e qualcuno zittirlo in malo modo. Era troppo presto. Ci allontanammo un po’ e ci dirigemmo verso una taverna a circa 20 minuti di distanza. Più tardi li avremmo trovati a dormire e quindi avremmo agito più indisturbati.

GDR_BLOG_Hellknight

Alla taverna abbiamo passato una brutta oretta. C’era un’aria tesa a causa di un tavolo. Due uomini con vesti abbastanza costose, Bartolomeo li riconobbe come uomini di Cheliax, stavano parlando con un tizio in armatura. Era un’armatura nera, quando la vidi non ebbi alcun dubbio, era un Hellknight. Ordinammo da bere e ci sedemmo ad un tavolo. Ad un tratto il cavaliere dall’armatura scura si alzò sbattendo un pugno su un tavolo e poi uscì dalla taverna. I due nobili parlottarono tra di loro. Schiele riuscì ad avvicinarsi un po’ per origliare quanto dicevano. Sembra che abbiano ottenuto i favori di uno dei membri di rango più altro tra le gerarchie degli Hellknight. Quando andarono via la tensione si allentò parecchio. Bevemmo un po’ di coraggio liquido ma senza che ci desse alla testa e ci dirigemmo verso la pescheria.

Optammo per entrare nell’ingresso a ovest, quello in fondo alle scale. La porta era chiusa con un vecchio lucchetto arrugginito. Non ci volle molto. Lanciai un piccolo incantesimo di fiotto acido e il lucchetto si staccò. Bartolomeo lo prese al volo e lo gettò lontano. Quando aprì la porta si ritrovò un bambino davanti. Il bimbo provò a chiudere la porta ma Bartolomeo lo convinse a non farlo. Quando il piccolo stava tornando indietro una voce grottesca gli intimò di chiudere la porta. A quel punto entrammo. Un mezz’orco era su una passerella ad un piano rialzato, sotto di lui vi erano 4 bambini che stavano mangiando roba che sembravano interiora di pesce e altre schifezze varie. Quando ci vide entrare ordinò ai bambini di attaccarci. Gli istanti seguenti furono terribili. Un gruppo di 5 bambini saltò addosso a Bartolomeo e Khoral impugnando dei coltelli da cucina. Khoral colpì uno dei bimbi con la parte in legno della sua ascia stordendolo. Furia Rossa e Bartolomeo intimarono ai bambini di fermarsi e di fuggire via. In tutto ciò il mezz’orco si era avvicinato a Bartolomeo e diede un calcio ad un bambino perché aveva smesso di attaccarci. Infine, quando uno dei piccoli provò a fuggire il mezz’orco lo colpì sul volto col suo mazzafrusto. Riesco a sentire ancora il rumore di quel piccolo cranio che va in frantumi sotto quel colpo possente. Minerva non capì più nulla. Si fiondò sul piccolo, ma prima ancora che potesse controllare le sue condizioni il mezz’orco colpì anche lei facendole perdere i sensi. Schiele colpì il mezz’orco col suo arco mentre Bartolomeo e Furia lo attaccavano rispettivamente con una spada bastarda e una catena chiodata. Quando Schiele lo colpì nuovamente col la sua freccia il mezz’orco sentì il colpo e aprì la guardia dando la possibilità a Bartolomeo di riuscie a trafiggerlo. Dopo un momento che sembrò durare un’eternità cadde a terra privo di vita, però, nello stesso istante, accadde qualcosa di inaspettato. La porta che si trovava alla mia destra, sulle scale, si aprì e uno gnomo, con lo sguardo sbigottito, ci trovò lì con ancora le armi in mano, mentre Minerva era priva di sensi non troppo lontana da quel mezz’orco….

raffydark
Sono un appassionato di qualunque tipo di gdr anche se prediligo il genere fantasy classico. Mi piace sperimentare nuovi giochi di ruolo e cercare di coinvolgere più gente possibile con la mia passione

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