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Pathfinder GDR – Cronache del Trono Cremisi – Tumulti a Korvosa

Mese di Rova, giorno 23

Il fumo in lontananza non permetteva di vedere le zone della città. Inoltre eravamo troppo lontani sia dal tempio dei molti che dai Pillars, casa dei miei. Schiele si fiondò via da solo, accennò qualcosa sul controllare casa sua. Noi altri, invece, ci muovemmo verso casa di Zellara. Lungo il tragitto accadde qualcosa di insolito. La strada ebbe un sussulto e noi tutti ci ritrovammo col sedere per terra a causa della scossa mentre il terreno si apriva a pochi metri da noi. Una creatura gigantesca uscì dalle fogne. Avevo sentito dire che nelle fogne di Korvosa vi erano delle creature che divoravano il flusso di liquami che passava attraverso quelle condutture, ma pensavo fossero solo leggende, a quanto pare mi sbagliavo. Una creatura con tre zampe, diversi tentacoli con occhi alle punte e un’enorme bocca ci sbarrò il cammino e iniziò ad attaccarci. Bartolomeo e Furia subirono delle ferite, l’armatura di Furia fu anche gravemente danneggiata da uno dei tentacoli di quella cosa, ma riuscimmo a sconfiggere quella creatura nel giro di pochi istanti. A causa dei tumulti fummo costretti ad effettuare delle deviazioni, ma ciò non ci impedì di raggiungere casa di Zellara.

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Un Otyugh sfonda le strade ed attacca il gruppo

La casa era molto diversa da come la ricordavamo. Sembrava più marcescente, vecchia. Quasi come se nessuno ci vivesse da tempo. L’interno fu altrettanto estraniante. Niente fragranze, niente colori, niente luci, solo polvere e ragnatele. Le sedie scricchiolavano e il tavolo era capovolto a centro sala. Una volta giunti lì tirai fuori il mazzo di carte dal mio zaino e qualcosa accadde. Le carte iniziarono a volteggiare vorticosamente per poi iniziare a mettersi una sull’altra fino a formare una sagoma umanoide. La voce di Zellara cominciò a risuonare nella stanza proveniente da quelle stesse carte. Ci disse ciò che sospettavamo. Lei era uno spirito ormai, Lamm l’aveva uccisa tempo fa,  ma questo non era importante a detta sua. Korvosa era in un periodo molto turbolento e aveva bisogno di eroi. Gente disposta a farsi carico di responsabilità e pronta ad aiutare questa città. Ci chiese se amavamo Korvosa e se volevamo aiutarla. Tutti dicemmo di sì, anche Schiele che nel frattempo ci aveva raggiunto. Chi per discendenza, chi per accoglienza, tutti avevamo qualcosa o qualcuno che ci legava a Korvosa. Zellara ci disse anche che, occasionalmente, avrebbe potuto darci una mano, ma queste manifestazioni mettevano a dura prova il suo spirito, quindi ora si sarebbe dovuta congedare per un po’.

Sbarrammo la porta con alcuni dei mobili della casa e ci accampammo lì. Le ragazze dormirono di sopra, noi maschi di sotto. Facemmo anche dei turni di guardia per evitare che qualche malintenzionato entrasse in casa e ci cogliesse alla sprovvista. Qualcuno provò anche ad entrare, sentimmo chiaramente colpi sulla porta, ma trovandola bloccata cedevano immediatamente volgendo le loro attenzioni altrove.

Il mattino seguente discutemmo sul da farsi. Bartolomeo e Minerva volevano andare al tempio dei molti, Bartolomeo pare avesse una figlia lì, mentre Minerva aveva un amico e volevano entrambi controllare come stessero. Io volevo controllare casa dei miei genitori, su Alika non avevo dubbi, era all’accademia e sapevo che non correva rischi, però avevamo un problema. La spilla. La spilla della regina, quella che avremmo dovuto consegnare per sentire se era stata smarrita oppure no, senza contare che le strade erano pericolose e dividersi poteva non essere la più saggia delle idee. Dovevamo aiutare Korvosa. In che modo però? Aiutando con le rivolte, ma noi non eravamo nessuno, come avremmo potuto ottenere informazioni su dove portare il nostro aiuto? Zellara ci venne in soccorso. Ci disse che se volevamo aiutare Korvosa avremmo dovuto chiedere informazioni a chi ne possedeva di più, ossia la regina stessa. Con la spilla avevamo un pretesto per incontrarla direttamente.

Battaglia di Imp contro Pseudodraghi nei cieli e nei vicoli di Korvosa
Battaglia di Imp contro Pseudodraghi nei cieli e nei vicoli di Korvosa

Ci mettemmo subito in cammino verso il castello, lungo la strada notammo uno stormo di Impingaggiare combattimento con uno stormo di pseudodraghi. Pare che gli Imp dell’accademia abbiano approfittato della situazione di caos per creare ancora più scompiglio in città. Per fortuna gli pseudodraghi dell’accademia li stavano già cacciando. Ci allontanammo dato che erano decisamente troppi per noi.

Pochi isolati dal castello venimmo fermati da un ubriacone, però indossava l’uniforme della milizia cittadina. Volevamo qualche informazione ma ci disse che avrebbe parlato solo con una birra davanti. Ci condusse ad una taverna poco lontana dove una guardia lo stava cercando. Pare si chiamasse Grau, Grau Soldado e fosse un sergente della milizia. Non sappiamo cosa sia stato a farlo diventare un alcolizzato, il soldato ci ringraziò di averlo portato da lui e si congedò col suo sergente. Riprendemmo il cammino verso il castello.

Al castello due guardie nervose ci chiesero cosa ci facessimo lì. Una volta mostrata loro la spilla ci lasciarono passare. Pare che la regina avesse messo una ricompensa per chiunque avesse ritrovato quel cimelio. Delle guardie ci scortarono fino a quando non incontrammo una donna. Sabina Merrin, la guardia del corpo personale della regina Ileosa. Congedò le guardie e ci accompagnò dalla regina. Doveva essere una persona molto sicura delle sue capacità poiché nessuno di noi fu disarmato prima dell’incontro con la regina.

La Regina Ileosa
La Regina Ileosa

La regina era una donna di una bellezza mozzafiato, questo posso dirlo nonostante il velo nero che le copriva il volto e l’abito scuro in segno di lutto. Ci ringraziò per aver recuperato questo cimelio e ci chiese se volessimo essere di aiuto per Korvosa in questi tempi bui. Ovviamente accettammo senza batter ciglio, quindi ci indirizzò verso la cittadella di Volshyenek, sede della guardia cittadina. Lì avremmo incontrato il maresciallo Kroft. Ci ricompensò con un bauletto di ottima fattura intarsiato d’argento con all’interno 12 lingotti d’oro con il sigillo reale impresso sopra. Ciascuno valeva 100 pezzi d’oro. Quindi ci assegnò una scorta di 6 soldati che ci accompagnarono fino alla cittadella di Volshyenek.

Una volta giunti alla cittadella incontrammo il maresciallo Kroft. Una donna parecchio tosta e tutta d’un pezzo. Mi sembra abbastanza ovvio, altrimenti non sarebbe sopravvissuta alla carriera militare. Ci disse che aveva un problema che un gruppo indipendente avrebbe potuto affrontare meglio rispetto a un contingente di guardie. Un disertore. Pare che un tizio di nome Verik Vancaskerkin abbia disertato dalla guardia cittadina e portato con sé alcuni suoi compagni. La città non poteva permettere che Verik sottraesse altre guardie al loro dovere convincendole che la regina Ileosa avrebbe portato la città alla distruzione, ma il maresciallo non poteva neanche permettere che un gruppo di guardie andasse lì e facessero gli eroi uccidendo Verik. Quindi affidò a noi il compito di andare e catturare i disertori. In caso di resistenza avremmo potuto ucciderli, ma consegnandoli vivi avremmo avuto una ricompensa migliore. Si nascondeva in una macelleria chiamata “Tutta la carne del mondo”. La mattinata era tarda ormai e la macelleria distava circa 1 ora dalla cittadella, così decidemmo che ci saremmo presi il resto della giornata per controllare i nostri cari e fare degli acquisti. Il giorno dopo saremmo andati a perlustrare questa macelleria e a catturare Verik e i suoi uomini. Nel frattempo il maresciallo ci diede anche delle spille per farci riconoscere come aiutanti della guardia cittadina e ci indirizzò ad una taverna chiamata “I cinque anelli”. Lì avremmo avuto un luogo dove dormire. Ci congedammo dal maresciallo e ognuno di noi prese la sua strada.

raffydark
Sono un appassionato di qualunque tipo di gdr anche se prediligo il genere fantasy classico. Mi piace sperimentare nuovi giochi di ruolo e cercare di coinvolgere più gente possibile con la mia passione

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