You are here
Home > Giochi di Ruolo Cartacei > Pathfinder GDR – Cronache del Trono Cremisi – Guai ad Eel’s End

Pathfinder GDR – Cronache del Trono Cremisi – Guai ad Eel’s End

Mese di Rova, Giorno 25-26

Dormì abbastanza male quel pomeriggio, ma fu abbastanza per farmi schiarire un po’ la mente. Studiai i miei incantesimi e mi rivestì. Giunsi alla locanda prima di tutti gli altri. Non dovetti attendere molto per vedere Khoral scendere le scale. Uno ad uno giunsero tutti. Eravamo tutti abbastanza tesi. Dopotutto stavamo andando di nostra iniziativa nella tana del ragno.

Durante il cammino decidemmo che, prima di chiedere udienza con Barvasi, avremmo raccolto alcune informazioni su di lui dalle attività che gestiva. Probabilmente alcuni dei suoi clienti abituali lo conoscevano.

Una volta sul posto notammo subito che il luogo era frequentato sia da degli uomini facoltosi sia che da alcuni vagabondi in cerca di intrattenimenti meno, come dire, insoliti.

Dentro le Tigri Gemelle
Dentro le Tigri Gemelle

In fondo al molo vi era una grande barca che capimmo subito essere la tana di Barvasi, prima di giungere lì, però, vi erano altre quattro navi collegate tra loro tramite un sistema di ponti di legno.

“Le Tigri Gemelle” fu la prima nave che notammo. Un luogo dove “sfidare la nostra fortuna”. Quella doveva essere la sala da gioco

Il Falco Dorato” seguiva subito dopo. “Il luogo più sicuro di tutta Old Korvosa”. Qui alloggiava chi si intratteneva fino all’alba, forse.

La Casa delle Nuvole” e “Il Respiro di Drago” erano rispettivamente il bordello e la sala dove, beh, dove la gente fumava, ma dubito che il tabacco fosse l’unica cosa che la gente inalava lì dentro.

Guardandomi attorno quella situazione mi provocò disgusto. Come poteva tutta quella gente contribuire ad arricchire le tasche a chi sta divorando la nostra città dall’interno, un boccone alla volta, come un parassita? No. Non potevo fare finta di niente. Guardai negli occhi Bartolomeo e anche egli capì ciò che provavo. Mentre gli altri avrebbero fatto ciò che dovevano fare io e lui avremmo atteso all’ingresso del molo.

Passò una mezz’ora quando li vedemmo uscire dalla sala da gioco. Il nano era completamente ubriaco. Idiota. Lo avevo avvertito di non esagerare poiché avevamo un lavoro da fare, ma quello zuccone, per l’ennesima volta, non mi aveva dato ascolto e ora avevamo una palla al piede da portare con noi. Tra l’altro le informazioni che avevano raccolto non valevano che un pugno di mosche. Nulla che non sapessimo già. Ci muovemmo quindi alla grande barca dritto di fronte a noi.

Vi erano due guardie all’ingresso. Serviva un appuntamento per incontrare il padrone di casa. Minerva e Furia fecero un po’ gli occhi dolci e la guardia si lasciò convincere a farci passare, ma a due condizioni. Avremmo dovuto lasciare fuori le nostre armi e il nano. Niente ubriaconi davanti al capo. Facemmo come ci chiese. Khoral si sedette al molo mentre noi entrammo dentro. Se fosse scoppiato un combattimento avremmo potuto contare solo sulla mia magia e sui pugni di tutti gli altri.

Devargo Barvasi
Devargo Barvasi

Barvasi era seduto su una specie di trono con dei ragni che gli camminavano sul corpo mentre osservava delle lame montate sui suoi tirapugni. Le lame gocciolavano vistosamente un liquido verdastro. Veleno. Non mi aspettavo niente di meno dal Re dei Ragni. Inoltre non era solo. C’erano sei scagnozzi con lui. Ebbe un po’ da ridire col suo scagnozzo che ci aveva fatto passare, ma poi lo fece uscire abbastanza stizzito perché ormai eravamo lì e voleva sentire cosa avevamo da offrire.

Io rimasi sorpreso da notare una piccola creatura. Uno pseudodrago era rinchiuso in una gabbia legato al soffitto. Quel maledetto, tenere uno pseudodrago in gabbia…

Slade e Furia iniziarono a contrattare col tipo. Inizialmente Furia gli offrì del denaro in cambio delle informazioni sull’ambasciatore, ma Barvasi non sembrava interessato, ci propose invece un intrattenimento. Un gioco, come lo chiamò lui. Consisteva in due uomini con le mani sinistre legate tra di loro seduti ad un tavolo con del denaro sopra. Bisognava o raccogliere quante più monete possibile, o far cadere l’avversario. Il problema è che, oltre alle monete, vi era anche un pugnale sul tavolo, e la morte dell’avversario decretava la vittoria. Slade si offrì volontario per partecipare al “gioco”. Sembrava abbastanza sicuro di sé.

Fu qualcosa di orribile. Slade e il suo avversario, uno degli scagnozzi di Barvasi, si scambiarono un po’ di colpi. Slade fu pugnalato più volte, ma altrettante volte riuscì a disarmare l’avversario e a colpirlo con colpi debilitanti così da non uccidere il suo sfidante. Quando ormai sembrava che Slade avrebbe perso data la quantità di sangue presente ormai sul tavolo e sotto la sua sedia riuscì a tirare con forza la mano legata al braccio dello scagnozzo facendolo cadere dalla sedia ed uscendo, così, vincitore dallo scontro. In tutto questo lo sguardo di Barvasi era qualcosa da far accapponare la pelle. Sembrava come se la vista di quel sangue e di quello scambio di pugni lo eccitasse. Comunque sia, rimase soddisfatto della prestazione di Slade, quindi acconsentì a darci i documenti che volevamo. Si allontanò.

Ettercap
Ettercap

Mentre era via provai a comunicare con lo pseudodrago, ma gli uomini di Barvasi mi bloccarono subito dicendo di lasciar perdere l’animaletto da compagnia del loro capo. Quando tornò aveva dei documenti in mano, ma prima di darceli mandò a chiamare qualcuno. La guardia che ci aveva fatto entrare andò dal suo capo. Egli gli diede i documenti e gli disse di porgerceli. Quando li consegnò a Furia, Devargo premette un pulsante posto da qualche parte sul suo trono. Il suo uomo cadde in una botola da cui si riuscì a vedere un Ettercap e alcuni ragni che iniziarono a divorarlo. Devargo disse qualcosa, ma non ricordo cosa. Minerva scoppiò in lacrime, io avrei voluto toglierlo di mezzo in quell’istante, ma i miei compagni erano disarmati, sarebbe stata una condanna a morte. Andammo via, riprendemmo le nostre armi e cominciammo a dirigerci verso la cittadella Volshyenek, ma questa non sarebbe stata l’ultima volta che avremmo visto Devargo Barvasi da vicino. Saremmo tornati e, allora, avremmo dato una pulita a Korvosa.

raffydark
Sono un appassionato di qualunque tipo di gdr anche se prediligo il genere fantasy classico. Mi piace sperimentare nuovi giochi di ruolo e cercare di coinvolgere più gente possibile con la mia passione

Lascia un commento

Immagine CAPTCHA

*

Top