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He-Man lo fa meglio: Costruiamo insieme un personaggio badass

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Prima di cominciare qualunque cosa, non andiamo da nessuna parte se non comprendiamo bene cos’è un personaggio badass. Per farlo, cosa c’è di meglio della definizione che ne dà quel sitobello che è Tv Tropes?

Badass è un termine associato alla prontezza nel combattimento, alla robustezza e/o alla mera baldanza. Il termine è usato principalmente per descrivere sia un personaggio con queste qualità, sia il tipo di azioni che la suddetta tipologia di personaggio abitualmente compie.

Dunque, un personaggio “badass” non solo è figo per aspetto e forma fisica: è figo in ogni azione che fa, dal ravanare la frittata al carezzare il gatto. Indossa la maglietta in modo badass, allo stesso modo di come sorriderebbe alla maestra accompagnando il figlio a scuola materna. Badassamente, che possiamo tradurre, anche se in maniera non molto “propria” con figosamente.

Chi è nato tra gli anni ’80 e ’90 potrà enumerare un mucchio di personaggi “badass”: He-Man è il primo, immancabile. E poi ancora Action-Man (che-non-ricorda-più-nulla-del-suo-triste-passato), il Principe Valiant, Lady Oscar (perché sì, non sfugge nemmeno lei), Devilman, il Nonno di Heidi e, perché no, Capitan Harlock *partano i cori da stadio*.

Fermo restando che tutti, almeno una volta, abbiamo sognato di essere badass, come ci comportiamo se, per qualsiasi ragione letteraria e/o ludica, ci troviamo a creare un personaggio così?

 – Quali accorgimenti prendere per evitare di risultare ridicoli?
 – E come evitare che il nostro badass-personaggio risulti la copia di Alucard con gli occhiali da sole contraffatti?

ChiaraListo_HeManlofameglio_10.11.17 [1]Verità #1
Fondamentale: il personaggio badass è uno stereotipo. Questo non vuol dire che sia da evitare a tutti i costi, da bandire, da stigmatizzare. Nossignori, tutt’altro: trattasi di uno di quei topos della letteratura che, al contrario, sono immancabili.

Verità #2
In alcuni generi il nostro badass-personaggio sta meglio che in altri: nel cyberpunk. In alcuni casi di sci-fi. Nel fantasy. In ogni storia d’azione che si rispetti (“Tu sei il male, io sono la cura”, vi ricorda qualcosa, choomba?). In alcuni thriller e nel post-apocalittico.

Verità #3
Di contro, un personaggio badass non sta bene in tutto ciò che non è di genere. Se avete in mente di scrivere una trama alla L’Ultimo Bacio, beh… posa quell’AK, Rambo. Questo non è il romanzo che fa per te.

Cosa non deve mai mancare ad un personaggio badass per renderlo godibile dalla prima all’ultima scena in cui appare?

 1. Look accattivante
“L’occhio vuole la sua parte”. Oltre che una forma fisica invidiabile, il nostro badass deve avere un aspetto che colpisce. Un palestrato non colpisce? Beh… non solo il muscolo dà carisma, choomba. Per farti un’idea, dà un’occhiata ai look celebri dei più famosi badass. Pensaci su: sapresti dire subito di che colore è la tuta di Beatrix in Kill Bill, qual è l’aspetto di Murphy in Robocop o quale pistola ha Alucard in Hellsing, vero?
Questo perché il loro aspetto è unico. Sono personaggi unici.
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Esempio celebre: Snake Plissken in “Fuga da New York

Un paio di consigli:
– Non copiate idee da altri badass: “look is everything”, il look è tutto. Ed è una faccenda personale. Non vogliamo altri Conan: uno basta e avanza.
– Il badass ha sicuramente avuto una vita tormentata: che sfoggi ciondolame e cicatrici. Un misterioso ciondolo con miniatura di bambino che sorride può dare inizio a una storia interessante. Un tatuaggio mezzo grattato via può dare inizio a un arco narrativo intenso (Massimo Decimo Meridio: mai sentito, vero?).
– Qui vado contro: ogni cicatrice ha una storia, ma focalizzatevi su una alla volta. Non cominciate a fargli raccontare storie di guerra, se no non è più badass, è il nonno partigiano.
– Quest’uomo cambierà i vestiti, ogni tanto: cercate di fare in modo che, nel suo aspetto, permanga qualcosa. Un bracciale di cuoio particolare, una fascia sulla fronte, una pistola dono del padre dello zio: non descrivete tutto, focalizzatevi su questi oggetti in particolare. Essendo i più importanti per il badass, non potranno che diventarlo per chi ne legge/guarda le gesta.

 2. Battuta pronta
È il marchio di fabbrica del personaggio badass che vuole dirsi tale: non solo ha sempre qualcosa di “giusto”, di “cool” da dire, sa anche quando dirlo.

ChiaraListo_HeManlofameglio_10.11.17 [3]Esempio celebre: Tenente Marion “Cobra” Cobretti in “Cobra

Un paio di consigli:
– Prendete un foglio di carta, numerate con 1, 2, 3, 4: preparate quattro frasi “tipiche” che il vostro personaggio potrebbe dire. Potrebbero diventare veri marchi di fabbrica con cui si contraddistingue, da utilizzare nelle varie situazioni (“I’ll be back”, quante volte l’abbiamo sentito dire, non solo a Schwarzy?).
– Ovviamente sta a voi decidere quando il personaggio deve “fare la battuta”: fatelo nei momenti di silenzio prima di una sparatoria, centellinate il tempo e preparate la strada per quella che sarà una frase davvero col botto. Queste “battute pronte” hanno pro e contro: fatte dire nel momento giusto regalano punti badass, in altri, invece, distruggono tutto. Scegliere quando, sta solo a voi.

 3. Passato misterioso
Un uomo giusto e determinato/ che del presente un po’ tutto sa/ ma non ricorda più nulla/ del suo triste passato.”
Nell’ambito dei background tristi da far piangere IT lui non poteva mancare. Il passato è ciò che il vostro personaggio si porta cucito addosso. Potranno farlo a pezzi, umiliarlo. Il cattivo potrà minacciare di ucciderlo, mettere alla prova i suoi nervi. Non importa: è a causa di quello che gli hanno fatto se lui è stato forgiato dal fuoco di mille battaglie (citazione). Nessun badass è tale senza essere stato sotto il fuoco incrociato e aver speso tutte le sue lacrime innumerevoli volte.
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Esempio celebre: Max nella serie di film “Mad Max

Un paio di consigli:
La storia passata: deve essere drammatica. Fatevi sotto e uccidete tutto ciò che potete.
– Il nemico è importante, ma un personaggio badass è spesso un campione dei buoni: un amico serve sempre, e dev’essere un buon alleato, oppure un “criceto terapeutico” (un bimbetto orfano? Una figlia?) che aiuta il badass a rimanere umano e gli dà una spinta per tornare a casa vivo.
La motivazione: nessun badass è tale senza. Può agire per amore di qualcuno, per vendetta, per bontà. Sì, qualche volta al badass le situazioni capitano: ma, alla fine, si farà prendere al 100% dalla sua missione e farà di tutto per portarla a termine. Perché? Deciderlo sta a voi.

That’s all, Folks! Per questa volta, la guida finisce qui. Voi come costruite i vostri personaggi badass? Avete un asso nella manica? Preferite un altro genere di personaggio? Potrei trattarne la prossima volta! Fatemi sapere per commento!

Chiara Listo

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ladylynn
Gioca di ruolo da 8 anni, cazzabubbola con la narrativa, trame di vario genere e personaggi. Ama i gatti, i boardgames, le graphic novel e i manuali nuovi. Discute a tempo perso di filosofia del gioco di ruolo in due o tre riviste. Colleziona occhiali da sole Steampunk. Dicono sia laureata in Lettere Classiche e che abbia pubblicato due romanzi in coppia con qualche losco figuro, ma ogni tanto se lo dimentica.
https://www.facebook.com/morgengabeoriginal/

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