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Deadlands: Pallottole, Messicani e Magia

deadlands

Lo spaghetti-western è un genere che mi ha sempre appassionato. Se poi ci aggiungi elementi horror e steampunk (dark-west o weird-west), vado direttamente in brodo di giuggiole se mi concedete l’espressione.

Ho avuto modo di provare questo ottimo gioco di ruolo ultimamente, e lasciatemi dire che sono rimasto piacevolmente soddisfatto, sia dal regolamento che dall’ambientazione, entrambi non troppo amichevoli all’inizio ma decisamente funzionale il primo e coinvolgente la seconda.

Come ormai siete abituati nei miei articoli, si parla prima della parte tecnica e deadlands di certo non farà eccezione!

La creazione della scheda non è semplice da capire, ma molto meno di quello che sembra : si utilizzano i soliti dadi ( dal d4 al d12), un mazzo di carte da poker, e alcune fish. L’idea di usare le carte e le fish da poker è semplicemente geniale, perchè è chiaramente un idea per riportare l’ambientazione anche nel regolamento ( cosa che non avevo mai visto prima ).

Senza entrare troppo nello specifico, i giocatori pescano tante carte quante sono le caratteristiche base, e poi le dividono per seme e per valore, con l’asso di picche in testa. Il valore della carta viene associato al tipo di dado che assegneranno alle caratteristiche ( dal d4 al d12) mentre il seme, determinerà il numero di dadi associati a quella caratteristica.

La scala è così formata : Picche (4 dadi) Cuori ( 3 dadi ) Fiori ( 2 dadi ) Mattoni ( 1 dado).

Quando i giocatori hanno attribuito tipo e numero di dadi alle caratteristiche, potranno distribuire tot punti alle sottostanti abilità, ognuna legata alla caratteristica.

Per capirsi il mio personaggio, tiratore di precisione aveva la caratteristica Nimbleness con 4 dadi 12 ( un ottimo asso di picche ) e la sottostante e dipendente abilità “Shooting : rifle” a ben 5 dadi 12. Quindi per sparare tiravo i suddetti 5 dadi 12, e il risultato piu alto tra questi, faceva fede al punteggio.

Capirete dunque che in realtà il sistema di gioco passato il primo momento di confusione, è semplicissimo, e si riduce a tira tot dadi, guarda il risultato piu alto, se è il massimo di quel dado, ritira e somma.

Parliamo ora delle fish. Come gia visto in altri giochi come eberron, le fish non sono altro che punti spendibili istantaneamente per migliorare un tiro e renderlo “leggendario”. Ce ne sono di varie tipologie, con una scala di potenza, e una volta spesi non si riacquistano. Cosa buffa : se non le usi, a fine cronaca ti vengono aggiunte ai punti esperienza.

Parlando d’ambientazione non si puo che rimanere affascinati dalle idee dei creatori. La storia rimane invariata fino al 3 luglio 1863. In tal data un gruppo di indiani nativi americani, compì un complicato rituale  per scacciare gli stranieri dalla loro terra. In questo rito, il potentissimo sciamano chiamato “il corvo”aprì un varco verso il regno degli spiriti, che fu attraversato dai piu maligni di questi.

La particolarità di questi spiriti, è di nutrirsi di emozioni negative, con la paura in testa. Più riescono a nutrirsi di paura, piu guadagnano potere e possono alterare la realtà intorno a loro.

Una zona con una popolazione sufficentemente impaurita può mutare nei dettagli diventando “malvagia” : le ombre degli alberi si allungano e sembra abbiano gli artigli, il sole brilla un po’ meno, le rocce per terra sembrano cadaveri, e cosi via.

Naturalmente lo scopo ultimo degli spiriti maligni è quello di trasformare l’intera terra in un inferno, ma per fare questo hanno bisogno di un adeguato livello di paura nella popolazione mondiale. Perciò utilizzano i loro poteri per creare mostri e aberrazioni come zombie o fantasmi o mostri terribili ( ricordiamo tra questi il piu comico, la balla di fieno spinata senziente 😀  ).

Il ruolo del giocatore sarà quello di capire e inserirsi in questo “mondo di tenebra” che è naturalmente occultato alla popolazione, e cercare di scoprire di piu sull’argomento, tutto questo in chiave molto eroica, come si confà ad un buon film western.

Giocato con un master in gamba ( per me è andata così ), Deadlands è decisamente appasionante, coinvolgente e devo dire anche… piuttosto inquietante. Più di una volta ho sentito il brividino di paura lungo la schiena mentre il master narrava una scena particolarmente strana o inquietante.

Da giocarsi obbligatoriamente con le colonne sonore di Ennio Morricone, in una stanza con luce soffusa possibilmente illuminata da candele.

E ricordatevi, quando l’uomo col fucile incontra l’uomo con la pistola, l’uomo con la pistola è un uomo morto.

Otto “Lucky 8” chiude!

One thought on “Deadlands: Pallottole, Messicani e Magia

  1. Concordo molto bello 9 ambientazione 7 regolamento ha qualche pecca che cmq viene ridimensionata delle innovazioni. L’ho giocato con un master purtroppo alla sua prima esperienza, non era chiaramente un gioco con cui partire ^^

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