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Da Magic al gioco di ruolo: tante vie quanti sono i piani di Dominaria…

[…] Allora mi chiedo: è possibile fare un ulteriore passo avanti e trasformare Magic in un gioco di ruolo?”

Questa domanda è stata posta molte volte e le risposte esistenti sono molteplici. La risposta presentata da TomJoad è un sistema di regole accattivante e intuitivo, una creazione che permette di stabilire un collegamento molto semplice ed immediato tra il modo standard di giocare a Magic e il gioco di ruolo.
In effetti, tanti giocatori di Magic sono anche giocatori di ruolo e il desiderio di combinare le due cose è venuto a molti in tutto il mondo nel corso degli anni, con una grande varietà di mezzi espressivi impiegati e di risultati ottenuti. L’idea comune a tutti questi esperimenti è però sempre quella di interpretare il mago armato del suo libro di incantesimi, che il mazzo di carte rappresenta così bene.

I primi esempi di sperimentazione sono ufficiali, anche se non si tratta di giochi di ruolo in senso stretto: la stessa Wizards, infatti, ha battuto questa strada sin dagli anni ’90, permettendo la nascita di alcuni videogiochi di grande successo: Master of Magic (Microprose, 1995), uno strategico che riporta una interessante versione dei primi set di Magic, e Duels of the Planeswalkers – Shandalar (Microprose, 1997), con un modo storia in cui il proprio personaggio è libero di esplorare il mondo omonimo e duellare con le creature che incontra. In anni più moderni è giunto anche Magic: Battlegrounds (Atari, 2003), focalizzato sul combattimento in tempo reale ma sempre centrato sulla personalità del mago e sul suo armamentario di incantesimi.

I videogiochi ufficiali non sono però il solo esempio. Numerosi sono gli esperimenti non ufficiali tesi ad applicare a Magic un vero e proprio sistema di regole per il gioco di ruolo al tavolo. Tra questi, uno dei più sofisticati è “Magic the Gathering: the RPG” (liberamente disponibile), un gioco dove la struttura delle carte entra direttamente nella creazione del personaggio e le carte stesse possono far parte delle sue risorse, nel più puro spirito della premessa fondamentale di Magic.

Un gran numero di giocatori ha preso una direzione ancora differente nel rispondere alla domanda iniziale. Si tratta della creazione di set di carte fan-made, un approccio che si potrebbe considerare come il più realistico livello di interpretazione del ruolo del mago e che si può riassumere nella frase “il miglior mago è quello che si crea da sé i propri incantesimi”. Alcuni software per facilitare il lavoro creativo sono stati sviluppati dagli appassionati stessi, tra i quali un esempio recente è Magic Set Editor; su internet si trovano vivaci comunità di creatori di carte che realizano e mettono a disposizione set dei tipi più disparati. Anche il Laboratorio Ludico “Il Cristallo dell’Aleph” partecipa con un proprio contributo creativo alla sperimentazione che ruota intorno a Magic. Il progetto, battezzato “Nth Impact” dall’autore, si concentra su una variante della domanda iniziale per esplorare la capacità delle carte di rappresentare una trama e quindi la possibilità di impiegare un gioco come Magic per narrare storie. La Wizards ha introdotto una “storyline” fin dalle prime espansioni, tuttavia questa non è parte della meccanica del gioco e non influenza in alcun modo l’andamento degli scontri. Il progetto Nth Impact mira invece a fare della trama la base stessa del gioco.

Come fare?
Per prima cosa, occorre una storia ricca, intensa e che si presti a creare varianti. Deve essere anche conosciuta dai giocatori, per stimolare la loro immaginazione. L’autore ha scelto di usare, per questo esperimento, la trama di un anime molto famoso: Neon Genesis Evangelion. Gli elementi della storia (personaggi, situazioni, colpi di cena e quant’altro) devono poi essere rappresentati sotto forma di carte, cercando di dare importanza agli aspetti più legati alla narrazione della storia stessa e di tradurli in meccaniche ed abilità di Magic. Questo è il primo risultato del progetto: oggi Nth Impact permette di giocare a Magic con un set fan-made di carte basate su Evangelion. La particolarità di questo set è la vena “cinematografica”, che invita a giocare non soltanto in base alla tattica “standard” di Magic, ma nel tentativo di costruire e rappresentare una trama.

La prossima fase del progetto, attualmente in studio, consiste proprio nel rafforzare questo concetto: modificare la meccanica fondamentale di gioco (e in questo processo modificare le carte stesse) per far sì che il gioco dipenda dalla trama legata alle carte e che le strategie migliori consistano nel giocare le carte in modo da rappresentare una trama il più possibile ricca di personaggi e colpi di scena. Un modo di giocare dove, ad esempio, le carte sono più efficaci e potenti se sono giocate in base a ciò che rappresentano anziché solo in base al costo di lancio ed alle abilità che possiedono. Questo, naturalmente, lasciando i giocatori liberi di inventare trame diverse dall’originale, anche se basate sugli stessi elementi: dovrà contare l’effetto narrativo della combinazione delle carte e non la loro coerenza con la trama originale dell’anime. Il progetto Nth Impact mira, insomma, a sviluppare l’elemento immaginifico che Magic porta con sé per creare un modo di giocare del tutto nuovo.

Nearco – il Cristallo dell’Aleph – per GdR Blog

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