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Sine Requie live a Lucca: la trama

Dr. Z a sinistra, TomJoad a destra
Dr. Z a sinistra, TomJoad a destra

Straziata dall’avvento dei morti, Lucca ha ormai trovato un suo equilibrio, o almeno così sembrerebbe. La cittadina è stata liberata in parte dalle immonde creature grazie all’intervento di alcuni templari e molti volontari. Oggi, il quartiere di San Regolo è finalmente popolato da un po’ di coloni che da qualche mese circa hanno iniziato a far rivivere le vie che erano da tempo deserte.
Le vecchie mura sono fortunatamente in buone condizioni, non sono state rovinate dai bombardamenti di una guerra oramai vecchia di 13 anni. In compenso all’interno della città molte case sono franate e ancora non sono state passate tutte a controllo. Gli Excubitores e i carpentieri hanno lavorato per ricostruire le vecchie porte in modo da rendere sicura la città, i fabbri sono riusciti a riutilizzare vecchie parti di cancelli per ricostruire grate resistenti. Le notti sono illuminate dalle fiaccole delle ronde.

Alla guida delle anime lucchesi c’è Padre Semplice Angelo, un uomo di buon cuore, molto permissivo, probabilmente perché capisce coloro che si stanno prodigando per recuperare una città e quindi non è troppo rigido nelle sue punizioni e nei suoi rimproveri. E’ sempre accompagnato dalla sua fedele perpetua, Maria, anch’ella semplice e molto devota, timorosa di Dio, ma molto chiacchierona. Con lui nell’amministrazione della città c’è un padre Castigatore e i suoi tre fedeli “probi viri”, che sono a conoscenza di molti dei segreti dei cittadini.

Le mura sono sorvegliate da pattuglie di Exubitores sotto la guida del loro Portavoce Vittorio Fregnani, un uomo ligio al dovere, molto diretto e in alcuni momenti spietato e approfittatore del ruolo che gli è stato dato. A sorvegliare la città però ci pensavano anche un fornito numero di Cacciatori di morti, che si erano rifugiati in essa attendendo, da bravi mercenari, di avere un ingaggio. Tra questi uno strano figuro si staglia tra gli altri, la leggenda vuole che un tempo fosse stato un becchino, oggi è conosciuto da molti con il nome di Damiano, viaggia solitario e si trascina sempre con se una bara, è albino e questo non gli facilita i rapporti con la chiesa.

Tra i cittadini erano presenti anche alcuni autoctoni del luogo, già da prima della liberazione. La vedova Fedeli, una signora abbastanza giovane, in cinta di quasi nove mesi che abitava Lucca precedentemente all’arrivo dei coloni. Con l’avvento dell’apocalisse era riuscita a barricarsi nella sua villa e con lei erano rimasti alcuni servitori e il marito, che sarebbe morto a causa di forti febbri un mese dopo la liberazione. La Signora Renza, vedova Fedeli, si porta una brutta cicatrice sul volto, data, a detta sua, da un incidente causato dal fuoco. La donna mantiene ancora oggi la sua servitù e continua ad essere molto influente economicamente.

Un altro personaggio che vive tra le mura di Lucca è certamente un astuto ricettatore, un trovarobe, ma alcuni lo definirebbero sciacallo. Molti nella città si chiedono dove riesca trovare tutte le rarità che riesce a vendere o a scambiare. Pare che sia in possesso di una partita di sigarette e ancora meglio pare che abbia del sale!

Il 20 ottobre giunge a Lucca insieme ad alcuni mercanti un signore con un accento marcatamente tedesco. Pare che abbia viaggiato molto prima di arrivare lì e si presenta al Padre Semplice come Habram Thilkner, medico. La notizia di un medico in città non rende le persone tranquille! Secondo la Santa chiesa Romana ogni tipo di tecnologia è bandita dal “Sanctum Imperium”, e questa persona porta con se, nella sua valigetta, quelli che verrebbero additati da un inquisitore come oggetti del demonio. Ma il buon Padre Angelo, nonostante i dissensi e i malcontenti dei cittadini decide che non si può negare l’asilo a un viandante e che in ogni caso non si sarebbe fermato tanto a lungo per poter portare problemi a Lucca.

Circa 5 giorni dopo arriva a Lucca una nuova carovana, questa volta composta da mercanti, cacciatori di morti e frati francescani che arrivano dal monastero di La Verna in Casentino. Purtroppo al loro arrivo le persone che la compongono sono già tutte malate. Thilkner si offre per visitarli e dopo un’attenta analisi comunica al Padre Semplice che si tratta di tubercolosi. Viene quindi presa la decisione di tenere i nuovi arrivati nelle mura del Baluardo San Regolo per evitare che la malattia si diffonda e il medico si offre per prestargli le cure, dichiarando di aver già contratto la malattia e quindi di esserne immune.

Siamo al 1 novembre e tra le vie di Lucca rintoccano le campane che segnano il vespro. I cittadini si dirigono lentamente verso le loro case quando gli Excubitores avvertono che per quella notte l’appuntamento per tutti è sulle mura del baluardo, per accogliere l’arrivo di un Frate inquisitore che arriva da Roma. Il messo che annuncia il suo arrivo è giunto in città con l’unico cavallo che si era salvato dall’assalto di alcuni morti. La notte è fredda e umida e l’attesa sembra diventare snervante.
L’attenzione dei cittadini è richiamata dalle grida del dottore che è riuscito a rifugiarsi all’interno di un giardino che comunica con i sotterranei. Con quel suo strano accento è difficile capire cosa stia accadendo, ma dopo pochi minuti si evince che il poveretto è costretto in quel luogo perché i frati sono morti e si sono risvegliati e stanno cercando di prenderlo. Fregnani raduna i suoi Excubitores per salvare il medico, il panico corre tra le persone, sembra impossibile che siano morti in così poco tempo, ben presto iniziano a circolare strane voci sull’efficacia dei metodi del dottore, ma intanto nei sotterranei è guerra contro i morti. Agli Excubitores si aggiungono anche alcuni Cacciatori di morti, ma a salvare la situazione è l’arrivo dell’Inquisitore che grazie alla sua milizia riesce a capovolgere la situazione. I feriti e il dottore vengono portati fuori dai sotterranei, della carovana di La Verna non c’è nemmeno un sopravvissuto.

Frate Agostino da Rinate, accompagnato dal Sotium Inquisitoris, dal notaio, un frate Francescano minore e dai suoi conversi e alcuni cacciatori di morti si impossessano della situazione, chiedendo chiarezza. Cosa non affatto semplice. Tra i cittadini c’è il caos, nessuno riesce a capacitarsi di quello che sta succedendo. Il Medico è stato ferito da un morto e continua a ripetere che c’era qualcosa di strano, perché uno dei frati non aveva più la parte inferiore della bocca. In tanto dalla voce dell’inquisitore trapelano alcune informazioni sul perché i frati erano in viaggio, pare dovessero portare qualcosa di importante che doveva essere consegnato nelle mani dell’inquisitore, che adesso è sparito.

Subito il Padre Angelo si mette al servizio dell’alta carica del tribunale della Santa Inquisizione e cerca di radunare i cittadini, ma c’è qualcosa che non va perché i morti iniziano ad arrivare da ogni angolo. Forse qualcuno non ha chiuso la porta di ingresso a Lucca o forse qualcuno vuole che questi esseri immondi devastino la città. Le spade e le pistole sembrano non bastare a fermare le creature che attaccano gli uomini senza pietà.

Una volta passato il caos si viene a sapere che i frati trasportavano anche due pacchi sempre destinati a frate Agostino, allora Fregnani organizza i suoi uomini per mettere al sicuro i sotterranei e cercare questi oggetti. Il popolo infreddolito e spaventato chiede di poter aver accesso all’interno delle mura, soprattutto spicca l’insistenza della vedova Fedeli che nel fra tempo era protetta da Damiano e portava accanto a se la maestrina del paese. Il medico continua a raccontare a una piccola folla di presenti la sua esperienza e d’improvviso appare chiaro un nuovo dettaglio: i frati avevano la cappa segnata con una croce rossa di sangue e tra i morti pare che uno di loro fosse particolarmente veloce e feroce.

Dietro le quinte messe in piedi dalla chiesa, affari ben più concreti erano in atto. Lo Sciacallo di Lucca a quanto pare aveva trovato terreno fertile per affondare le sue zanne, trovando un connubio con due ricchi gentiluomini, il mercante di Roma, giunto con l’Inquisitore, e “Lo Zio”, a capo di un gruppo piuttosto pittoresco di “semplici cittadini”. Nell’ombra del chiassoso e plateale processo, lo sciacallo, seguito ovunque dagli occhi di un valente Excubitor, è costretto a liberarsi di parte della sua merce. Ed è “Lo Zio” a farsi avanti con più insistenza, noncurante della pericolosità degli oggetti da lui acquistati.

Giusto in tempo, o l’Excubitor avrebbe scoperto entrambi. Lo Sciacallo viene portato dinnanzi all’inquisitore, costretto a mettere in luce tutta la sua mercanzia: Tabacco, sale, benzina, e libri stampati di dubbia moralità per la chiesa, come “Il Principe” di Machiavelli, o “L’elogio della Follia” di Erasmo da Rotterdam. Eppure alcuni mormorano di aver visto un libro rilegato di pelle nera, subito scomparso con la confessione dello Sciacallo. Sarà mai esistito, e di che si trattava? Questo è un mistero che solo l’oscurità della notte è riuscita a svelare.

La situazione sta per volgere al temine. Mentre tutti sono richiamati per un processo inquisitorio e una perquisizione nei sotterranei di Lucca, la vedova, Damiano e la maestrina si allontano dicendo che l’ora è tarda e per delle signore quello non è più un luogo sicuro. Giunti in prossimità della villa questo gruppo sale su una carrozza e si allontana dalla città.

Nel fra tempo sotto le mura tutti vengono perquisiti, l’inquisitore dichiara che a Lucca c’è una tana di eretici che si fanno chiamare “Decussis Sanguinis” e che usano i morti per portare a termine i loro atroci delitti. Pare che il piano di queste persone fosse quello di recuperare i materiali dei francescani, che si scoprono essere delle informazioni sulla bomba Pax. Questo discorso viene però interrotto dall’arrivo di un essere immondo, una scannatrice, che scatena terrore tra i presenti e li fa fuggire.

4 thoughts on “Sine Requie live a Lucca: la trama

  1. Bellissimo, esaustivo resoconto della nottata zombosa! Grazie a Sofonisba, complimenti, ed a tutti i partecipanti, ovviamente. Esperienza da riprovare, e presto.
    In fede

    Vittorio Fregnani, Portavoce degli Excubitores di Lucca

  2. Devo dire che che è stato divertente , anche se non è bello essere uno dei pochi fessi disarmati quando vedi i morti che si avicinano… T_T
    Da notare che nonostante avessi una socevolezza di tutto rispetto (6) nessuno voleva fare amicizia con me…sarà mica stato per la bomba incediaria che avevo al colo? Boh!..

    Mattia deli Orafi, Frate Francescao Minor (bombamunito) e Segretario della Santa Inquisizione.

  3. chissà perchè nessuno voleva fare amicizia nemmeno con me… forse perchè ero brutto, ustionato, claudicante e se si avvicinavano gli davo un morso? ma che razzisti hehe 😛

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